Testamento biologico, perché è importante e cosa comporta

L’obiettivo del testamento biologico, un documento di grande rilevanza da un punto di vista sociale e frutto di una complessa battaglia, è quello di assicurare a ciascun individuo la possibilità di disporre liberamente della propria esistenza

Si tratta del punto di arrivo di un percorso lungo e delicato, che negli ultimi anni ha rappresentato un baluardo di libertà e diritto. La legge 219 del 2017, entrata in vigore nel gennaio del 2018 – e detta appunto ‘legge
sul testamento biologico‘ – ha segnato la svolta decisiva. Il perno attorno al quale essa ruota è quello del consenso informato. Prima di intraprendere qualsiasi percorso o azione, i sanitari devono infatti necessariamente averlo acquisito dalla persona.

Si parla di testamento biologico oppure di DAT (la Dichiarazione anticipata di trattamento). In pratica è l’espressione della volontà di un soggetto (detto ‘testatore’), che deve essere data in piena libertà e nel pieno possesso delle facoltà mentali. Può riguardare le terapie che la persona sia intenzionata ad accettare o meno, nel caso in cui dovesse trovarsi impossibilitata ad esprimersi in un senso o nell’altro. Ad esempio, per lesioni irreversibili di tipo cerebrale o in presenza di malattie che obblighino a dei trattamenti – permanenti – con sistemi artificiali e macchinari, i quali di fatto impediscano lo svolgersi della normalità e le relazioni.


Idratazione e nutrizione artificiale sono da considerare terapie, somministrate con strumentazione medica. Come tali, si possono rifiutare anch’esse. Il termine ‘testamento’ è stato scelto prendendolo in prestito dal mondo giuridico. Il riferimento è ai tradizionali atti attraverso i quali le persone indicano e lasciano per scritto una certa volontà, in merito alla divisione dei beni per eredi e beneficiari.

Le tipologie, il contenuto e le modalità di compilazione

La compilazione del modulo dat biotestamento deve presentare alcune caratteristiche fondamentali, prima tra tutte la chiarezza espositiva. Il motivo è presto detto. Non devono sorgere possibili equivoci nella sua interpretazione. Si deve scrivere in maniera comprensibile e lineare.

Sono essenzialmente tre le modalità ammesse per la compilazione del modulo. Si tratta della scrittura privata autenticata da notaio o pubblico ufficiale, l’atto pubblico notarile e la scrittura privata semplice (da depositare all’ufficio di stato civile del Comune dove si è residenti). Occorre naturalmente indicare nome, cognome, luogo e data di nascita, oltre alla data di sottoscrizione e – cosa auspicabile – all’indicazione di un soggetto fiduciario. Il ruolo di quest’ultimo infatti sarà molto importante. Si tratta della persona, nominata dal soggetto testatore, che sarà deputata al controllo del rispetto di quelle che sono le sue volontà. Sarà utile anche sottolineare un ulteriore aspetto tecnico, cioè che questo documento è un atto che non sconta alcuna imposta (bollo, registro).

In merito poi al contenuto del testamento biologico, esso è libero – abbiamo già detto che la persona dovrà essere lucida al momento della redazione – e può comprendere, oltre alle indicazioni sulle cure nel fine vita desiderate o indesiderate, anche disposizioni relativamente all’espianto degli organi e all’autorizzazione all’uso della propria salma per motivi di scienza. Si può precisare, nello stesso atto, anche la tipologia desiderata di sepoltura (per esempio, la cremazione).

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