Dolore alle orecchie: cura e prevenzione dei disturbi più comuni

Il dolore alle orecchie, detto in termini medici “otalgia”, è un disturbo che – occasionalmente – si presenta sia negli adulti sia nei bambini. Non di raro colpisce anche gli anziani

Sebbene nella maggior parte dei casi il dolore alle orecchie non comporti delle gravi conseguenze, è un disturbo molto fastidioso e decisamente doloroso. Il più delle volte può essere evitato con alcuni semplici accorgimenti.

Vediamo quindi quali sono le principali cure quando si presenta il mal d’orecchio, e soprattutto come prendersi cura della di questo organo nella routine della quotidiana igiene personale. Alcuni semplici gesti, infatti, come l’uso di Cerulisina gocce, possono essere di grande aiuto ad impedire l’insorgere di problemi di infiammazione e il conseguente dolore.


Dolore alle orecchie: impariamo a riconoscerlo

Può sembrare scontato, ma i disturbi delle orecchie non interessano solo e semplicemente l’orecchio interno o esterno. Il dolore, ad esempio, può facilmente estendersi anche al di fuori della regione auricolare e interessare le aree limitrofe. La mascella e la mandibola, la fronte e la zona laterale della testa, il collo e la nuca, la dentatura.

Non esistono particolari segnali premonitori che possano aiutarci a identificare con esattezza il vicino insorgere dell’otalgia, ma è bene sapere che molto spesso il dolore si accompagna a pregressi stati di infezione. Possono riguardare l’interno dell’orecchio medio (otite media) oppure la parte esterna dell’orecchio (otite esterna).

Il dolore può comparire in modo improvviso, brusco e repentino oppure insorgere gradualmente. Normalmente è un dolore sordo e costante, ma possono insorgere picchi di dolore acuto, che nei casi più gravi si protrae con insistenza per giorni, se non curato. In questi casi, ma anche per identificare con esattezza la causa del problema, è bene rivolgersi a un medico specializzato o a un otorinolaringoiatra. Saprà formulare una diagnosi, identificare l’origine del problema, e consigliare la terapia di cura appropriata.

Se l’infezione non nasce direttamente dall’orecchio, è possibile che altre condizioni abbiano causato il dolore auricolare e, in questo caso, si parlerà di otalgia secondaria. È molto comune e si verifica in seguito a una moltitudine di condizioni differenti, che vanno dal semplice raffreddore a una più severa influenza, da frequenti casi di sinusite alla tonsillite (soprattutto infantile). L’otalgia secondaria può dipendere anche da problemi di vario genere ai denti, da forte emicranie oppure, in casi molto marginali ma possibili, da alcune forme di cancro alla gola.

Dolore alle orecchie: possibili cure

Come accennato, curare il dolore alle orecchie è un’operazione che dipende strettamente dall’origine del disturbo, come un percorso che varia in base al punto di partenza. La terapia del mal d’orecchi, dunque, è eziologica. Un termine che in medicina indica il metodo che si basa sulla rimozione della causa sottostante.

Il trattamento più comune inizia però dall’uso di farmaci che mirano a ridurre semplicemente la sintomatologia del dolore. È quindi molto ricorrente l’utilizzo di farmaci antidolorifici quali il paracetamolo, l’ibuprofene e il ketoprofene. È importante però non abusare di questi prodotti, perché il rischio di intossicazione da antidolorifici è molto alto e non solo è causa di ulteriori problemi ed effetti collaterali, ma costituisce anche la principale causa di ipersensibilizzazione, che comporta la totale inefficacia degli antidolorifici stessi.

Nel momento in qui si accerta la presenza di un’infezione, bisognerà invece associare la terapia antidolorifica a quella antibiotica, eventualmente combinando – in base ai casi – i farmaci antibiotici con preparati antinfiammatori.

Se invece la causa del dolore è un trauma, il personale medico specializzato potrà consigliare l’intervento chirurgico. Una procedura che mira a risolvere problemi come la perforazione del timpano o la rimozione di corpi estranei.

In ogni caso, durante la terapia prescritta dal medico è bene evitare il contatto delle orecchie con l’acqua. Se defluita nel canale uditivo, infatti, l’acqua può ristagnare e causare o aggravare l’infiammazione. È quindi consigliato, in caso di doccia, usare una cuffia o dei tappi impermeabili. E lavare accuratamente l’orecchio limitandosi a inumidire il padiglione e l’orecchio esterno.

Fare prevenzione

Anche quando le orecchie sono sane e non si accusa alcun dolore, è bene seguire le pratiche di buona condotta per l’igiene della zona auricolare, sia interna sia esterna, in modo da prevenire eventuali disagi e complicazioni nel momento in cui si verifica un problema.

Per prima cosa, è consigliato evitare comportamenti sbagliati, come:
– inserire oggetti estranei nell’orecchio. Anche nella pulizia, evitare cotton-fioc e strumenti che possono danneggiare l’epidermide o la membrana timpanica;
– lasciare le orecchie umide. Per i motivi già esposti, è bene asciugare completamente le orecchie dopo la doccia, se necessario aiutandosi con l’aria tiepida di un asciugacapelli;
– entrare a contatto con polvere e il polline, che contribuiscono a sporcare le orecchie e attivano le allergie;
– entrare a contatto con fumo sia attivo sia passivo.

È invece consigliato l’uso di prodotti specifici per la pulizia e l’igiene delle orecchie, come gocce emollienti, spray e – in caso di tappi di cerume – coni di cera. Questi parafarmaci sono infatti in grado di regolare la secrezione di cerume, pulire il condotto uditivo da polvere e agenti esterni e aiutare una corretta lubrificazione dell’orecchio interno.