Al via da oggi la sperimentazione dell’App Immuni

Scaricata da 2 milioni di italiani e da oggi al via la fase di sperimentazione: l’ Immuni comincia ad agire con i dati di quattro regioni

Parte oggi, lunedì 8 giugno 2020, la sperimentazione dell’App Immuni per la tracciabilità dei contatti Covid positivi. Si può scaricare già dal primo giugno ed entra in funzionamento effettivo e diffuso dal 15 giugno prossimo. La App gratuita Immuni è stata scaricata da 2 milioni di italiani, come comunica il commissario per l’emergenza Domenico Arcuri. Da scaricare “Per diminuire la probabilità di nascita di focolai improvvisi e soprattutto per tutelare noi stessi e le persone a noi care. Attraverso l’App Immuni possiamo anche avvisare le persone con cui le quali viviamo, ad esempio sul posto di lavoro o che incontriamo, perché magari prendiamo insieme a loro l’autobus. Maggiore è il numero delle persone che la scarica e maggiore è la possibilità che si sia avvisati quando in contatto con un caso positivo“. Così precisa la ministra dell’Innovazione Paola Pisano.

Abruzzo, , Marche e Puglia sono le regioni pilota per la sperimentazione dell’App Immuni. Nel pieno rispetto della normativa sulla privacy, come già specificato numerose volte in passato attraverso i tanti interventi mediatici.


Come funziona

L’App Immuni funziona senza essere a conoscenza dell’identità della persona che la installa o delle persone con cui si entra in contatto. Non richiede dati anagrafici o numero di telefono e non ha possibilità di accesso ai nostri spostamenti o alla nostra rubrica. Registra i contatti con altri utenti usando il Bluetooth. Scambia dunque codici temporanei casuali con altri dispositivi che l’hanno installata. Questi codici non permettono di risalire all’identità dell’utente. Lo scambio è bidirezionale. Ogni telefono con l’App attiva invia il proprio codice e riceve i codici degli smartphone nelle vicinanze, salvandoli nella propria memoria interna. Quando un utente Immuni risulta positivo al Covid si attiva un meccanismo per cui vengono avvisati i possibili contatti, che dovranno avvisare il medico.

Le polemiche sessiste

Chiarita la questione privacy, sono altre, però, le polemiche che hanno seguito l’App Immuni fino al giorno della sua sperimentazione. Alcune critiche si sono rivolte infatti alle icone definite sessiste della stessa App, che ritraevano una mamma con il bambino e un uomo davanti al computer. Queste sono poi state modificate nel giro di una mattinata.

Per tutte le informazioni: immuni.italia.it

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