La spiaggia di Ses Illetes

Coronavirus: quali rischi e come comportarsi in spiaggia

L’Istituto Superiore di Sanità pubblica una serie di raccomandazioni e di norme da seguire in tema circa i comportamenti da tenere in . Le indicazioni dell’ISS per i bagnanti e per i gestori di stabilimenti

Un’estate al , forse. Occorre, per la stagione 2020, evitare affollamenti, spostamenti, vicinanza e contatto. Un rischio che può assumere gradi diversi a seconda dei differenti indici sanitari valutati a livello regionale e locale. Ecco perché l’Istituto Superiore di Sanità in materia di Coronavirus pubblica una serie di normative e di raccomandazioni circa i comportamenti da seguire con l’arrivo della bella stagione da tenere in spiaggia. Messaggi rivolti sia ai bagnanti sia ai gestori di stabilimenti balneari.

Si tratta di indicazioni semplici, di tipo tecnico che riguardano i controlli ambientali, dal funzionamento dei depuratori, al controllo delle acque reflue e degli scarichi illeciti e di norme igieniche/comportamentali da seguire in stabilimenti e spiagge libere indirizzate ai gestori degli stabilimenti balneari e agli stessi bagnanti“.


Tra le diverse indicazioni, per gli stabilimenti e per i bagnanti viene raccomandato:

di prenotare l’accesso agli stabilimenti (anche online), eventualmente per fasce orarie, in modo da prevenire assembramenti. Registrare gli utenti, anche per rintracciare retrospettivamente eventuali contatti a seguito di contagi, mantenendo l’elenco delle presenze per un periodo di almeno 14 giorni, nel rispetto della normativa sulla privacy.

Utilizzare cartellonistica e locandine con le regole comportamentali per i fruitori delle aree di balneazione e i bagnanti per prevenire e controllare i rischi. Messaggi che devono essere comprensibili anche per utenti di altre nazionalità.

Regolamentare gli accessi e gli spostamenti sulle spiagge, anche attraverso percorsi dedicati. Disporre le attrezzature, in modo da garantire in ogni circostanza il distanziamento interpersonale.

Garantire distanziamento interpersonale di almeno 1 metro tra persone non appartenenti allo stesso nucleo familiare, in ogni circostanza, anche durante la balneazione.

Controllare la temperatura corporea, ove possibile, del personale e dei bagnanti con interdizione di accesso se questa risulta superiore ai 37,5°C.

Vietare qualsiasi forma di aggregazione che possa creare assembramenti, quali, tra l’altro, attività di ballo, feste, eventi sociali, degustazioni a buffet. Interdire gli eventi musicali con la sola eccezione di quelli esclusivamente di “ascolto” con postazioni sedute che garantiscano il distanziamento interpersonale.

Pulire, con regolarità almeno giornaliera, le varie superfici, gli arredi di cabine e le aree comuni e sanificare in modo regolare e frequente attrezzature, materiali, oggetti e servizi.

Dotare i bagnanti di disinfettanti per l’igiene delle mani e fornire disinfettanti e DPI adeguati al personale.

Coronavirus e spiaggia libera

L’informativa e la sorveglianza, in ambienti di libero accesso, come le spiagge libere, risulta di difficile praticabilità. Pertanto, in questo ambito sono chiamati i sindaci o altri enti locali competenti a dover applicare ogni adeguata misura volta a garantire condizioni di riduzione dei rischi. Se necessario, a regolamentare gli accessi per consentire il distanziamento interpersonale, individuare le procedure di sanificazione delle attrezzature e delle aree comuni.

Per ulteriori informazioni in merito, consultare il sito a questo link.

Leggi anche:

Disinfettanti e detergenti, quali usare e come
Come raccogliere i rifiuti domestici in emergenza sanitaria