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Cremona, la città dolce

Ha il naso lungo. Ma non dice bugie. Esibisce un fianco liquido. Ma sta con i piedi per terra. È piena di letizia. Ma sa commuoversi alla melodia dei violini. È , nobil signora dal profilo “importante”, disegnato dall'imponente Torrazzo che, con i suoi 112 metri, vanta d'esser la torre campanaria in muratura più alta d'Europa. E rappresenta pure il faro di una cittadina serena, protetta da padre Po, che silenziosamente la sfiora, e celebre nel mondo per la liuteria, la raffinata arte di forgiare gli strumenti ad arco. Dalle cui corde si propagano onde di dolcezza. Da ascoltare e da gustare.

LE TORRI & I TORRONI – “Si dice che il torrone di Cremona el bufa durante la sua preparazione. Perché, mentre gira e fa le bolle d'aria, sembra che respiri“, ama raccontare Massimo Rivoltini, uno dei titolari dell'omonima azienza artigiana di Vescovato. Che, dal lontano 1929, crea alchimie di miele, mandorle, albumi e zucchero. In quarantotto gusti diversi. E a foggia di pompose e tenere torte, fra cui quelle all'amarena, al limoncello, al caffè, al pistacchio, alle noci, al nocino e persino al tiramisù. Non dimenticando golosità dalla friabile forma più classica. Ideata, secondo la leggenda, su modello del Torrazzo. Proprio nell'ottobre del 1441, in occasione delle nozze fra il Duca di Milano Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti. La Duchessa che, vent'anni più tardi, a ricordo del suo matrimonio, fece edificare la Chiesa di San Sigismondo, cromatico florilegio di stucchi e di affreschi, pronti a glorificare volte e cappelle in un trionfo di colore e di stupore. Lo stesso che allaga lo sguardo di chi ammira anche Piazza del Comune, cuore della città e splendido esempio di urbanistica medievale. Con la sua Torre merlata e ghirlandata (di notte illuminata), ornata da un tardo-rinascimentale orologio astronomico; con l'ottogonale Battistero, con la maestosa Cattedrale e col bel Palazzo Comunale, tipico broletto lombardo. Felice di ospitare (ancora per poco) una dozzina di “archi” d'inestimabile valore.

I VIOLINI & IL VIOLINO – Archi che sono le suadenti opere in legno realizzate da mastri liutai cremonesi come Andrea, Gerolamo e Nicolò Amati, Giuseppe Guarneri del Gesù e Antonio Stradivari. L'artista che sublimò in linee sinuose la purezza del suono. Mirabilia d'eccezione, conservate in preziose teche, mantenute vive grazie alla loro fruizione in pubbliche audizioni e presto condotte a Palazzo dell'Arte, in Piazza Marconi. In quello che, dalla primavera prossima, andrà sotto il nome di MdV: il Museo del Violino. Una struttura all'avanguardia, corredata da un magno auditorium e alimentata dalle collezioni ora sparse qua e là per la città. Da quella “Civica” di Palazzo Comunale a quella “Contemporanea” della Fondazione Antonio Stradivari – La Triennale, fino agli attrezzi e ai modelli raccolti nel Museo Stradivariano. Ars liutaria che prosegue tutt'oggi nelle botteghe di moderni archisarti come Giorgio Grisales che, con pazienza, passione, sgorbie e scalpelli, dà vita a sonore creature partendo dalla cosiddetta “forma interna”. Ovvero costruendo gli strumenti intorno a una sagoma ad hoc e usando puro legno: acero dei Balcani e abete rosso della trentina Foresta di Paneveggio. Si affida invece a ingredienti di qualità Emilio Babbini, chef patron del ristorante Il Violino, nel centro di Cremona. Un salotto gourmet che, fra pareti blu, tappeti e soffitti a cassettoni, propone una cucina genuina e giocosa. Espressa nello strudel di salame cotto con pioggia di Grana e nei ravioli giallo-verdi dedicati al Grande Fiume: profumati al dragoncello e preziosi di anguilla, storione e provolone. Senza dimenticare il risotto con zucca e spolverata di torrone, nonché la soffice mousse-parfait di torrone.

FRA DOLCE & SALATO – Ed è proprio la turrita bontà l'assoluta protagonista della kermesse che, dal 16 al 18 novembre, consacra la dolcezza in tutte le sue declinazioni: la Festa del Torrone. Invadendo vicoli, strade e piazze cremonesi in un armonioso tripudio zuccherino. Grazie anche alla complicità di aziende come la Sperlari, pronta ad aprire al pubblico il suo “laboratorio” e a firmare una maxi coppa-scultura di gelato-torrone; la Witor's (mamma del noto Boero), che presenta le sue praline in abbinamento al tè all'Hotel Impero; e la Rivoltini, complice della “Disfida del Dolce” all'Hotel Continental. Dove sboccia pure il Pan Torrone, rilettura del Pan Cremona, brevettato dalla pasticceria Lanfranchi (uno dei Locali Storici d'Italia). Una paradisiaca ghiottoneria che cuoco Gian Paolo Fenocchio della Locanda Torriani, alla luce del Torrazzo, completa con due salsine: una agrumata al mango e un'altra fondente al cibo degli dei. Mentre il morbido e leggermente agliato Salame Cremona abbraccia un'insalatina di pere e un budino di Grana Padano e i tortelli sposano il Provolone Valpadana, in farcia e in crema. E per chi ama la delicata-senapata mostarda? La può assaporare all'Osteria de l'Umbreleèr, in quel di Cicognolo, rigorosamente firmata Luccini. Che mette la natura in un vasetto, per poi farla duettare con i tortelli di zucca siglati dallo chef Samuele Miglioli e dialogare con la tavolozza di formaggi: dal Provolone alla griglia all'Auricchio Stravecchio, fino al Salva Cremasco stagionato. Sincretismo soave-sapido di una terra gioiosa e generosa.

  • UTILE DA SAPERE
  • DOVE DORMIRE
  • Dellearti Design Hotel dei CremonaHotels: 169 Euro in camera doppia con colazione
  • Per la Festa del Torrone: due notti (venerdì e sabato) in camera doppia con colazione a buffet e torroncino di benvuto a 139 Euro a persona. Inoltre, sabato 17 e domenica 18 novembre, degustazioni di torrone e grappe di Gussago
  • VISITE GUIDATE
  • Target Turismo: tour tematici e guidati alla scoperta della città di Cremona e della pianura cremonese


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