Ritorno a Milano: tutto si scongela

Com’è stato il vostro ritorno in ufficio, in una città di studio, nell’ambiente in cui si lavora? Che sensazioni si provano nel fare ritorno in quei luoghi che non si visitavano da tanto, proprio quelli rimasti senza voce durante la pausa stazionaria? Io arrivo un po’ in ritardo, torno nella mia città milanese dopo mesi di assenza. Il dovere mi chiama. Con una piccola valigia, una borsa frigo salvavita, uno zaino pieno di quaderni vuoti, con le chiavi in mano, riappaio in quel passato cambiato dal futuro

Riavvolgiamo il nastro, partiamo dall’inizio. Scesa dal treno con le cuffiette, cammino a ritmo di musica per tornare al passo con la mobilità. Non so se avete presente quei film che iniziano con la scena del protagonista che corre per la città con un cappuccino in mano facendo slalom tra le macchine. Ecco, io mi sono sentita a tratti dentro un copione, tutto troppo strano, troppo come una lontananza che senti vicina. Dopo il tragitto rumoroso faccio finalmente ritorno nella mia casa da fuori sede.

Supero la soglia con fare furtivo, mi guardo intorno e subito iniziano ad emergere i ricordi, quella routine precedente tanto scontata quanto amata. Una barretta di cioccolato, libri impilati in modo disordinato, un giornale fermo all’ultima settimana di febbraio, tante carte, una goleador. Un buco nero nella scrivania in cui prima poggiava il computer, sotto, quella magica prolunga per attaccate tutti i caricatori ancora per ora senza nessuno. Reperti vintage di archeologia industriale. Sento la polvere addosso e il tempo sembra congelato. Non mi perdo d’animo, apro la finestra, entra il sole. Il decongelamento deve iniziare. Pulisco il termos, butto via biscotti scaduti, cambio le lenzuola. Questa volta senza colonna sonora, solo qualche clacson di accompagnamento. Sento una strana energia e mi piace.


Una nuova città in equilibrio

Nelle strade milanesi emerge un nuovo mezzo di trasporto che risponde alle nuove esigenze urbane. Velocità, comodità, spostamento di massa ma singolo, novità. Il monopattino accompagna la bicicletta nella rinascita. Sembra facile da usare, molti mentre lo dirigono sorridono, alcuni strizzano gli occhi, altri sono alle prese con il navigatore, altri ancora con la mascherina che il vento sposta e scompiglia. L’importante è andare, guardare avanti con concentrazione, cadere in piedi e arrivare in orario. Non mi resta che chiudere casa con le mie chiavi personalizzate e andare alla ricerca del mezzo che mi ricorda l’infanzia, ora non più rosa e forse più pratico. Ad ogni modo, ancora, passato cambiato dal futuro e il senso prende forma.

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