Shibuya crossing in the evening

Tokyo in 48 ore

Scoprire la città del Sol Levante in due giorni: una full immersion tra antico e moderno

I templi storici e i grattacieli ultramoderni, la cultura millenaria, la cucina nipponica, tra le più apprezzate al mondo. Centro politico ed economico del Paese, con i suoi 13 milioni di abitanti, Tokyo, l’antica Edo, è anche la metropoli più popolata del Giappone, costituita da 23 distretti che comprendono a loro volta 26 città, 5 cittadine e 8 comuni. Non basterebbero 365 giorni per scoprirla, capitale dalle mille sfumature, ricca di quartieri dove il tempo sembra essersi fermato e zone in cui sembra di camminare nel futuro. E se avete poco tempo a disposizione, la soluzione è scegliere un itinerario ad hoc, come quello studiato per noi, per cogliere il meglio in un tour di sole 48 ore. Seguiteci! 

Meiji Jingu Shrine
Meiji Jingu Shrine

Day 1: Giardini e templi

Punto di partenza ideale per scoprire la città è il quartiere Ueno, a nord del centro urbano. Conosciuto anche per la grande stazione, uno dei principali snodi ferroviari di Tokyo, per ritrovare la tranquillità basta entrare nel più antico giardino pubblico del Giappone: il Parco Ueno (Ueno-koen). Già nel XVII secolo questa piana soprelevata divenne sede di templi e pagode, mentre oggi è uno dei luoghi di svago e passeggio più popolari della città, imperdibile durante l’hanami lo Yozakura, per ammirare i ciliegi fioriti di notte. Spicca nel cuore del parcoTosho-gu, un santuario shinto costruito nel 1627 dallo shogun Iemitsu Tokugawa in memoria del nonno, oggi tesoro nazionale, con la magnifica porta in stile cinese rivestita di foglie d’oro, splendidi soffitti scolpiti, muri dipinti e bassorilievi dalle forme animali.

Proseguendo in direzione est, si raggiunge la zona di Asakusa dove si respira il fascino della vecchia Edo e l’atmosfera dell’antica città bassa (Shitamachi), popolata da artigiani e colma di teatri popolari. Colpisce Kaminari-mon, l’imponente “Porta del tuono”, con l’enorme lanterna di carta e le statue di Raijin e Fujin, divinità del fulmine e del vento. Varcata la porta si arriva a Senso-ji, il tempio più antico, grande e popolare di tutta Tokyo. 

Water Bus, Sumidagawa River
Water Bus, Sumidagawa River

Dal fiume al centro città

Una volta arrivati al fiume, la Tokyo Waterway Line permette di arrivare nel quartiere di Nihombashi. Seguendo il ramo d’acqua, ci si addentra nel centro di Tokyo fino al punto nevralgico della città: la Tokyo Station. Completata nel 1914 prendendo ispirazione da quella di Amsterdam, la stazione nasconde sotto i binari una città sotterranea fatta da lunghi corridoi, ristoranti e una infinita quantità di negozi. Attraversando il quartiere della finanza si giunge al Palazzo Imperiale, residenza ufficiale dell’Imperatore del Giappone. Da vedere Higashi-Gyoen (Giardino Orientale) a cui si accede attraverso la porta Ote-mon. Qui alberi maestosi, prati verdi e un’incredibile quantità di fiori costeggiano le enormi mura scure, eredità del vecchio castello di Edo, che circondano il palazzo, mentre è un must una foto dal celebre ponte Nijubashi.

Una notte da ricordare

Al calar della sera, vale la pena recarsi nel vicino complesso delle Roppongi Hills, composto da torri, piazze e passeggiate sospese, per sostare sotto Maman, scultura a forma di ragno, in bronzo e acciaio, dello scultore Louise Bourgeois che la dedicò alla madre. Nel quartiere di Roppongi abbondano i luoghi dove fermarsi, a cominciare dalla Tokyo City View, perfetta per ammirare lo splendido panorama notturno della città. Chi cerca qualcosa di più particolare può optare per il ristorante-teatro Roppongi Kingyo, per assistere alle esibizioni di drag queen.

Day 2: Un salto nel futuro

Si riparte da Shibuya, il quartiere per eccellenza dove il futuro è già presente. Ne è simbolo l’incrocio di Shibuya, passaggio pedonale dove ogni tre minuti sono migliaia le persone che si avvicendano, illuminate notte e giorno dagli schermi che si trovano sugli edifici circostanti. Questo non è l’unico luogo iconico del quartiere: davanti alla stazione si trova la statua in bronzo di Hachiko, il famoso cane che ogni sera attendeva il padrone all’uscita dei binari, anche dopo la sua morte, reso celebre dal film interpretato da Richard Gere.

Allontanandosi di una sola fermata di treno da Shibuya, spostandosi verso nord, si scopre l’anima più tradizionale di questo quartiere. All’interno del magnifico parco di Yoyogi i viali sono bordati da giganteschi alberi, il cui fogliame regala splendidi scorci in tutte le quattro stagioni dell’anno, e qui si trova il popolare santuario shintoista di Meiji Jingu, inaugurato nel 1920, per accogliere le spoglie dell’imperatore Meiji e la moglie Shoken.

L'incrocio pedonale di Shibuya
L’incrocio pedonale di Shibuya

Shopping sfrenato

Shibuya è anche tra le zone consacrate agli acquisti, con i negozi più trendy, come quelli dello shopping centre Shibuya 109 Building. Altri quartieri fashion sono quelli di Ginza e Odaiba. A parte l’abbigliamento, acquisti tipici sono quelli di apparecchi elettronici, macchine fotografiche, orologi, artigianato in bambù, kimono, ceramiche, lanterne di carta, lacche, stampe, bambole e ventagli. Vale anche la pena gironzolare per i nomi-no-ichi, i mercatini delle pulci che si trovano un po’ ovunque, spesso vicino a templi e santuari, per l’acquisto di oggetti in porcellana e antiquariato.

Paradiso dello shopping è poi la zona di Shinjuku, il più vasto quartiere commerciale e di divertimento del Paese. Attorno alla stazione si trovano gli imponenti store di elettronica che trattano una gamma infinita di prodotti fra cui camere, telefoni e pc. Non si contano i grandi magazzini frequentati da turisti e locali, che spesso prediligono i piani interrati, specializzati nella vendita di alimenti, dolci giapponesi e occidentali, piatti pronti. Articoli più tipici si trovano a Golden-gai, quartiere disseminato di circa trecento fra vecchie osterie anni ’50 e bar trendy portati avanti da una nuova generazione di gestori. 

Sapori d’Oriente

È cosa risaputa che la cucina nipponica sia tra le più famose al mondo: sushi, sashimi, tempura impazzano nei locali di mezzo globo. In loco, tra gli indirizzi da provare, il consiglio è però di regalarsi una cena nel ristorante Luca Fantin della Ginza Tower di Tokyo, dove i dirigenti di Bulgari Hotel l’hanno chiamato ad appena 29 anni, nel 2009, e da allora è l’unico chef italiano a vantare una stella Michelin. Fantin propone un’interpretazione contemporanea della tradizione culinaria italiana in un’atmosfera sofisticata e al contempo informale. Il menu racconta di una cucina raffinata, virtuosa di tecniche di cottura ricercate e di una sofisticata creatività, privilegia l’uso di ingredienti locali, stagionali e di qualità. Il tutto da accompagnare a vini selezionati e Champagne.

Il saké, bevanda tradizionale giapponese
Il saké, bevanda tradizionale giapponese

Tra i migliori sushi bar in città, Fukuzushi (Minato-ku, 5-7-8 Roppongi) conserva un’atmosfera informale e rilassata. Da ordinare il sukiyaki, che viene preparato direttamente al tavolo facendo cuocere fettine sottili di carne assieme a verdure, tofu e pasta. Da segnare in agenda anche Maisen (Jingumae 4-8-5), leggendario per il tonkatsu, le cotolette di maiale con riso e cavoli. Specialità tradizionali giapponesi si ordinano anche da Botan (Chiyoda-ku, 1-15 kanda-sudacho), in un edificio che in passato ospitava una fabbrica di bottoni. Da provare il torisuki, uno stufato tipico. Immancabile poi il saké, la tradizionale bevanda nipponica, celebrata in aprile in occasione della Craft Saké Week. Tutto il sapore d’Oriente.