Lo skyline di Hong Kong illuminato

Hong Kong, la nuova Cina

Viaggio gourmet nella più dinamica food destination asiatica, tra grattacieli da capogiro, mall, ristoranti stellati e invitante street food 

Avanguardista, dinamica, cosmopolita e super affollata ad ogni ora del giorno e della notte, Hong Kong è un’enclave cinese da 7 milioni di abitanti, prezzi al metro quadro tra i più alti al mondo, quanto il reddito pro capite e un’autonomia economica con tanto di moneta propria (il dollaro di Hong Kong) che gli hanno sempre garantito il primato finanziario su tutto l’Estremo Oriente. Merito anche dei 99 anni sotto la corona inglese, che ne ha fatto una delle sue colonie più fiorenti, senza privarla delle sue tradizioni, vive ancora oggi.

Regione amministrativa speciale della Cina, comprende la penisola e le 236 isole del Mar Cinese meridionale, inclusa quella di Hong Kong. In città ci si sposta comodamente su mezzi molto ben gestiti: autobus, metro, taxi, a cui si aggiungono i traghetti per raggiungere Macao. Si entra ed esce dai numerosi centri commerciali, enormi, sempre aperti, iper curati, ma per le strade non mancano mercatini e negozi a conduzione familiare dove si respira ancora un’atmosfera tradizionale e si scovano ingredienti tipici di ogni genere. Vastissima è poi la scelta di ristoranti in città, pare superino i 9mila locali, tra etnici e internazionali, dove assaggiare in primis il meglio della cucina cinese della zona, ordinando gamberoni in salsa agrodolce, ravioli al vapore, riso alla cantonese. 

Hong Kong vista dall'acqua
Hong Kong vista dall’acqua

Insuperata food destination asiatica, Hong Kong è anche un avamposto dell’alta cucina internazionale e italiana nel mondo, come dimostra la storia di Umberto Bombana (in Asia da trent’anni, dal 1993 ad Hong Kong), nel cuore della City, unico tre stelle Michelin all’estero con il suo Otto e ½, un omaggio a Fellini (ci sono i gemelli a Macao e Shanghai, e il “Bombana” a Pechino, ndr). Il motivo di tanto successo risiede da un lato nella facile reperibilità di prodotti top da Giappone, Europa, Stati Uniti e Cina, dall’altro indubbiamente nel fatto che gli hongkonghesi sono esperti foodie e appassionati gourmet con una buona capacità di spesa.

A questi si aggiungono i turisti e la clientela degli alberghi blasonati, competenti, curiosi ed esigenti, come ci ha spiegato Guillaume Galliot del ristorante Caprice al Four Seasons Hotel, premiato per il Best Asia Pastry Chef 2018. Nello stesso hotel, resterà di gran lunga l’esperienza di cucina cinese più autentica quella al Lung King Heen, ristorante tristellato regno dell’insuperato executive chef Chan Yan Tak, artefice di sublimi dim sum. Da assaporare nell’elegante sala dalle vetrate panoramiche che regalano una delle viste più spettacolari sulla città.

Umberto Bombana del tristellato ristorante Otto e 1/2
Umberto Bombana del tristellato ristorante Otto e 1/2

Miglior ristorante della Cina 2018, al 7° posto della classifica globale, per gli Asia’s 50 Best Restaurants è Amber dell’olandese Richard Ekkebus, situato all’interno del The Landmark Mandarin Oriental, sede anche dei ristoranti di Joël Robuchon e Zuma. Tra gli altri nomi eccelsi italiani e non che hanno deciso di aprire un Hanno inoltre aperto Enrico Bartolini il ristorante Spiga, Philippe Leveillè ha un secondo Miramonti l’altro, una stella Michelin, Giancarlo Perbellini ha aperto La Locanda, i fratelli Cerea sono in procinto di aprire a Macao. A qualche chilometro da Bombana, oltre Victoria Harbour a Kowloon, si gusta già la cucina contemporanea italiana di Pino Lavarra nel ristorante stellato Tosca al 102° piano del grattacielo dell’Hotel Ritz-Carlton, il più in alto del mondo. Sopra di lui, si tocca il cielo con un dito al Bar Ozone, il più in alto del mondo a 490 metri sul livello del mare.

Una vista unica si gode poi dall’Intercontinental Hotel (dove Alain Ducasse, anche lui, sta per aprire il suo primo ristorante in Asia), costruito a ridosso dell’acqua, quando ancora era consentito. Per il soggiorno, confortevoli e luminose sono le camere del Lanson Hotel, primo Small Luxury Hotels of the World della città, premiato come Best Urban Hotel da Conde Nast Johansens 2017, al 133 di Leighton Road, a Causeway Bay. Sono poi un’ottima soluzione anche gli appartamenti nel circuito di HomeAway, tutti ben serviti, in posizioni centrali, curati e iper attrezzati.

Richard Ekkebus, chef del ristorante Amber del Mandarin Oriental Hong Kong
Richard Ekkebus, chef del ristorante Amber del Mandarin Oriental Hong Kong

Per avere uno sguardo d’insieme sull’intera città e sul Victoria Harbour, si sale invece al Victoria Peak, a piedi o con il comodo tram che dal centro porta direttamente nel punto panoramico più spettacolare, a più di 500 metri di altezza. Davanti agli occhi, ecco lo skyline in continua evoluzione dagli anni Ottanta, disegnato da grattacieli in acciaio, vetro e cemento lanciati in altezza per elevare anche il Paese. Ne è emblema Jardine House, in Connaught Place, nell’area Central, che con i suoi 180 metri di altezza, è stato il grattacielo più alto di Hong Kong fino il 1980: si presenta come un gigantesco palazzo color argento, con 1.750 finestre a forma di oblò. 

Sfiora invece i 305 metri la torre della Bank of China, che è stato il primo palazzo a oltrepassare la soglia dei 1000 piedi: di forte impatto visivo, è formato da triangoli incastrati tra loro che regalano un effetto unico soprattutto di notte (1 Garden Road). È tra gli edifici più conosciuti al mondo l’Hong Kong and Shangai Bank, in Des Voeux Road, secondo una leggenda metropolitana interamente scomponibile. E se tra gennaio e febbraio, durante il Capodanno Cinese, a illuminare i grattacieli e l’intera baia è un indimenticabile spettacolo di fuochi d’artificio, all’inizio di ottobre il Festival delle Lanterne dipinge di rosso ogni casa e luogo pubblico di Hong Kong.

Tra i più bei luoghi di culto cittadini spicca il tempio Man Mo, all’interno un tripudio di incenso, oro, fiori e candele votive; all’esterno si distingue per l’architettura tipica cinese (124-26 Hollywood Road). Non è da meno il monastero buddista di Miu Fat a Lam Tei (18 Castle Peak Road, New Territories), mentre in tema di arte e cultura, sono da vedere l’Hong Kong Museum of Art, che raccoglie l’arte dell’antica Cina, promuovendo collezioni moderne di artisti locali (10 Salisbury Road); l’Hong Kong Museum of History: enorme area culturale di oltre 17mila mq, con migliaia di opere prodotte a Hong Kong nel corso dei secoli (100 Chatham Road South, Tsim Sha Tsui, Kowloon) e l’Hong Kong Science Museum, con circa 500 le istallazioni permanenti, macchine scientifiche e tecnologiche all’avanguardia (2 Science Museum Road, Tsimshatsui East, Kowloon).

Non mancano poi le aree verdi, a partire dal centro città, con Victoria Park, con la statua della regina Vittoria; il Chai Wan Park con i suggestivi specchi d’acqua dalle linee orientali e l’Hong Kong Park, costruito per dare lustro alla città e per unire il design moderno alla bellezza della natura. Tra i luoghi da scoprire anche il Kowloon Walled City Park (Kowloon City, Angolo tra Tung Tau Tsuen & Tung Tsing Rds), non lontano dal centro, un incantevole parco con stagni, fiori e animali, mentre a pochi km dal cuore cittadino, il paradiso dei più piccoli è Ocean Park: parco dei divertimenti e acquatico (Aberdeen, Ocean Park Road).

Come arrivare
Se il periodo migliore per visitare Hong Kong sono l’autunno e la primavera, la miglior compagnia aerea per raggiungerla è Cathay Pacific, che ogni settimana collega la città con voli diretti di circa 12 ore da Milano e Roma.
Per informazioni: cathaypacific.com