Polpo Fritto

Pescaria, in Solari il bis del fast food & sea di Polignano a Mare

Aperto il secondo Pescaria a Milano, che oltre ai saporiti panini ‘di mare’ aggiunge al menu primi e secondo piatti

La storia di Pescaria è giovane, come i suoi artefici. Tutto il progetto nasce infatti nel 2015 a Polignano a Mare, una delle perle turistiche della Puglia a grande propensione enogastronomica. Ci troviamo quindi in uno splendido paesino che si affaccia a picco sul mare Ionio. Qui nacque Domenico Modugno, qui è presente la fondazione Pino Pascali dedicata appunto all’artista barese esponente della pop art. Ma soprattutto è in questo ridente e suggestivo paesino che il trentenne Bartolo L’Abbate e l’amico Domingo Iudice decidono tre anni fa di aprire un negozio di vendita direttamente al banco che ha come specialità i panini farciti di pesce appena pescato. Sfruttando anche la materia prima ‘autoctona’, che arriva direttamente dalla pescheria a Polignano di proprietà della famiglia L’Abbate, l’operazione in brevissimo tempo ottiene un grande successo: in meno che non si dica turisti e polignanesi si mettono tutti in fila per acquistare il saporito panino marino. Si ordina al banco, si consuma on the go o seduti in riva al mare. Grande successo, Pescaria è diventata in breve tempo una case history studiata da università, societò di marketing, mentre Facebook è stato il principale veicolo di comunicazione che ne ha alimentato la notorietà a Milano e non solo.  

3 di Pescaria
I tre artefici di Pescaria da sinistra a destra: Domingo Iudice, Lucio Mele e Bartolo L’Abbate

Elogio quindi dello street food, ma ancora di più dello sea food. E visto che oggi chi dice ristorazione di pesce dice Milano, i due intrepidi e giovani imprenditori pugliesi a settembre del 2016 sbarcano a Milano, aprendo il primo punto vendita in Via Bonnet 5. Da alcuni giorni il tanto sospirato bis, con un secondo opening questa volta in Via Solari 12, che rappresenta un upgrade rispetto all’esordio. La nuova location, infatti, conta una settantina di posti a sedere e una superficie totale di 200 metri quadri, in entrambi i casi il doppio rispetto a quello di Via Bonnet.

Più stretta anche la relazione con la clientela che si vuole accompagnare nelle sue scelte, come spiega a Milanodabere.it direttamente Bartolo L’Abbate: ‘’Rimaniamo ancorati all’idea di fast food di mare, ma ci consideriamo anche un format ibrido, in quanto pur non prevedendo somministrazione al tavolo, abbiamo incaricato alcune dei nostri dipendenti di affiancare i clienti al momento di ordinare, dando loro suggerimenti e spiegando anche la provenienza delle materie prime“.

E continua: “La scelta poi è stata allargata e sono state inserite alcune novità. Discorso che vale sia per i primi rappresentati da due ricette di spaghetti (forniti dal pastificio pugliese Benedetto Cavalieri), una con cacio, pepe e cozze, l’altra con aglio, olio, peperoncino e tartare con il pescato del giorno (ricciola, spigola, sarago, dentice…) freschissimo e spedito all’alba da Polignano a Mare. Due new entry anche sul fronte dei secondi con una doppia tagliata, rispettivamente di tonno con funghi cardoncelli, e una seconda di pesce spada con peperoni friggitelli’’. In tutti i casi, a gestire e coordinare le operazioni in cucina è sempre Lucio Mele, giovane chef, che dopo essersi fatto le ossa al fianco di illustri cuochi come Claudio Sadler e Alfonso Iaccarino, ha preso parte al progetto Pescaria fin dal suo inizio.

Spaghetti cacio, pepe e cozze: una delle novità del menu di Pescaria
Spaghetti cacio, pepe e cozze: una delle novità del menu di Pescaria

Il menu di Solari, a partire da settembre, potrebbe accogliere ulteriori nuove proposte. I due titolari ci stanno lavorando, anche perché in quel periodo inaugureranno a Polignano il loro primo ‘laboratorio del giusto’, dedicato allo studio e analisi delle materie prime pugliesi, uno spettro molto ampio come si può facilmente immaginare vista la ricca biodiversità agroalimentare che caratterizza questa regione del Bel Paese.

Pescaria Solari
la location di Via Solari conta circa 70 posti a sedere e si sviluppa su una superficie di 200 metri quadri

In tema di espansione, il futuro di Pescaria guarda ora verso nuove destinazioni. Nei piani dei due gestori pugliesi, infatti, non sono previste supplementari aperture sul suolo meneghino, ‘’almeno non nell’immediato, anche se è vero che il detto recita che non c’è due senza tre’’, aggiunge L’Abbate. I prossimi step invece annunciati guardano in direzione di Roma, Firenze, Torino e Bologna.