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Campania felix

Rossopomodoro festeggia dieci anni di successi. E apre il suo nuovo (e nono) locale milanese, in viale Sabotino 19: look acceso e anima napoletana. Uno spazio che fa della naturalità virtù e dell’ospitalità un’arte, fra arredi in legno, salottieri divani rossi, comode sedute in midollino e un grande ulivo che campeggia in un lato della sala. Un luogo giovane e vivace, in cui sono i prodotti i veri attori: rigorosamente di stagione (il menu cambia quattro volte l’anno) e selezionati tra i migliori artigiani campani. Della serie: la farina di Molino Caputo, la mozzarella di bufala casertana del caseificio Bellopede, la pasta di Gragnano dello storico pastificio Afeltra, i pomodori San Marzano dell’azienda Strianese e l’extravergine dop Penisola Sorrentina dell’oleificio Gargiulo. In vendita anche presso la bottega A’ Puteca, interna alla location.

E poi? E poi le ricette sono preparate con assoluta passione, utilizzando molti presidi Slow Food. Come il cacioricotta del Cilento, il pecorino conciato romano, il Provolone del Monaco di vacca agerolese, il carciofo violetto di Castellamare, le alici di menaica, la colatura di alici tradizionale di Cetara, la papacella napoletana, il pomodorino del piennolo del Vesuvio e il coniglio da fossa di Ischia. Rielaborati in piatti sfiziosi e dai nomi curiosi: ‘a tiella (montanare al pomodoro, panzarotti di patate, arancine di riso e frittatine di bucatini); ‘a parmigianetta (millefoglie di melanzane dorate, scamorza di bufala, grana, basilico e ragù napoletano, cotto almeno quattro ore); e ‘a patatona (gattoncino di patate, provola, salame di Napoli, prezzemolo e pecorino bagnolese). Senza dimenticare ‘a bavettina, linguine con scarole, olive nere, pinoli, capperi, pane profumato e colatura di alici di Cetara; ‘a sasiccia, a punta di coltello, preparata in padella con i friarielli all’aglio, olio e peperoncino; e le pizze, fragranti e gustosissime. Uscite calde calde (con il cornicione alto) dal Fornodoro, il più grande forno a legna del mondo, brevettato in esclusiva per Rossopomodoro e disegnato dall’architetto Riccardo Dalisi. I suoi numeri: due bocche, 340 mattoni e l’intera copertura con piastrelline dorate. Una chicca.



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