Le mani di una cuoca mentre prepara dei tipici involtini siriani

Cucina etnica a domicilio con cuoche doc

Un progetto di integrazione sociale porta la cucina etnica a casa tua: si chiama la cucina di Za’atar ed è composta da donne provenienti dall’Africa fino al Bangladesh

Il cibo è condivisione. Mangiare non è solo un’azione necessaria, ma è anche un momento di conoscenza. La cucina etnica, infatti, è un modo per assaggiare piatti di culture diverse e imparare qualcosa di più di un Paese lontano da noi. Oggi a Milano – possiamo affermare – sono presenti le cucine di tutto il mondo, ma spesso la vera esperienza è gustare un piatto preparato direttamente da chi porta con sè ben vive le tradizioni.

Ecco allora che puoi prenotare una cena etnica doc facendo anche del bene. Questo è quello che fa La cucina di Za’atar. Un progetto di integrazione sociale messo in piedi dalla cooperativa sociale Accesso, con protagoniste donne migranti, rifugiate e titolari di protezione internazionale, arrivate in Italia dall’Africa, dalla Siria e da altri Paesi, che cucineranno i loro piatti tipici direttamente a casa tua.

La cooperativa si è aggiudicata un bando territoriale di Fondazione Cariplo e, grazie a un piccolo contributo, il progetto ha preso vita. “Cucinare è sempre un atto di generosità, un’opportunità di facilitazione linguistica e relazionale, oltre che un’occasione lavorativa. Il cibo è conoscenza, integrazione e realizzazione personale“, ci dice Odetta Melazzini, responsabile del progetto e Vice Presidente della Cooperativa Sociale Accesso, che aggiunge: “La maggior parte delle donne migranti sono arrivate in Italia grazie alla pratica di ricongiungimento famigliare e si trovano in una situazione di dipendenza economica nei confronti del marito che, spesso, è l’unico che lavora. Inoltre, nella maggior parte dei casi, queste donne fanno fatica ad entrare nel mercato del lavoro per difficoltà linguistiche e culturali“.

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Come prenotare una cena etnica doc a casa

E così allora sul sito lacucinadizaatar.it puoi scegliere la tua chef per una sera: scegli il menu, indichi per quante persone, e prenoti la tua cuoca che arriva da Egitto, Eritrea, Etiopia, Bangladesh, Filippine, Siria, Nigeria, Mali, Marocco, Perù e Palestina. “Queste donne, oltre, a essere portatrici di sapienza culinaria», ci racconta Odetta, «si stanno anche formano: imparano a conservare, preparare e servire i cibi nel rispetto delle norme in materia e a decorare la tavola in modo creativo“. Qual è l’obiettivo di Za’atar? “Trasmettere nuove competenze e agevolare l’ingresso nel mercato del lavoro di donne che hanno difficoltà di inserimento nel tessuto sociale per motivi linguistici e di isolamento culturale“. Nuovi progetti? “Stiamo cercando donne da inserire nel progetto, le interessate possono scrivere a lacucinadizaatar@gmail.com“.