Professione musica nei giorni caldi del Web 2.0

Da Carmen Consoli a Simona Bencini, dai Canadians ai L'Or: come usano la rete i musicisti di nuova generazione?

Il web sarà pure dispersivo e caotico, ma la musica ha trovato i viadotti più diretti per arrivare dall’artista al cuore dell’ascoltatore. Il download è in via di evoluzione, mentre la rete si mantiene anche uno spazio privilegiato per dare al musicista maggiore visibilità. Avere un sito web, un’area My Space, mettere un video su You Tube è diventata prassi comune. Cosa attira della rete musicisti di nuova generazione?

MUSICA, WEB E VELOCITA ' - Restringendo l’osservatorio alle band milanesi, troviamo i Nomoredolls che hanno totalmente sbancato su I-Tunes con il loro singolo "Killer". Il brano è tra i più scaricati tanto da convincere ancora di più Cecilia Mirandoli e compagnia che Internet può farti diventare "number one" in pochi istanti. E i lati negativi? “Le nuove tecnologie aiutano a diffondere il verbo velocemente – sottolinea la band veneta dei L’Or – ma la pirateria, l'impossibilità di riconoscere i giusti diritti ad un autore di un'opera, sono solo alcuni dei problemi che la rete non ha ancora risolto”.

SOCIAL NETWORKING - Nei giorni infuocati del Web 2.0 anche il social networking ha contagiato i musicisti, che comunicano tra loro e si scambiano informazioni. “Per quanto possa essere importante avere una bella canzone, sono svariati gli esempi di belle canzoni rimaste nel dimenticatoio. Ora con Myspace invece è piu facile far arrivare la propria musica al maggior numero possibile di ascoltatori, ma anche confrontarsi con altri del tuo mestiere”, affermano i Canadians. Il web tutela anche il rapporto tra l’artista e i suoi fan. “Se non ci fosse Internet, come farei a tenermi in contatto con loro? Non ne potrei fare a meno", replica Hevia, il famoso suonatore di cornamusa asturiana che ci ha tormentati con il pezzo Busindre Ree.

WEB AL FEMMINILE 
- Tra le nuove voci c'è L'Aura, 22 anni, che con la rete ha avuto un colpo di fulmine dal primo incontro: “Ti confesso con orgoglio che ho investito da subito nel web, perché Internet è il futuro e neppure la musica  può sottrarsi a questa rivoluzione". La stessa Carmen Consoli a tal proposito ci ha dichiarato: “Che ci sia un supporto, il web o un microchip, l'importante è che la musica arrivi al pubblico. Internet consente a più persone di ascoltare la mia musica, e questo non può che entusiasmarmi”. Dello stesso parere è Simona Bencini, l’ex Dirotta su Cuba, che “passa almeno un paio d’ore al giorno davanti al pc” e confessa che da quando ha una pagina MySpace, il web è diventato irresistibile! Dal versante ligure insorge la giovane cantautrice Ila che preferisce la rete per scambiare pareri con altri musicisti dall’altra parte del globo. A favore della rete ci sono anche Silvia Salemi e Amalia Grè, bellissima voce in bilico tra jazz e pop, che ribadisce: "Penso sia interessante l'interattivita, la velocità e ricchezza dell'informazione in Internet".

A questo punto possiamo fare una riflessione. Rispetto alla preistoria del web, dove i musicisti avevano un sito da vetrina, la nuova generazione musicale del web 2.0 utilizza la rete per "interagire", "confrontarsi", "crescere" aristicamente parlando. Chi fa di professione il musicista, non può sottrasi ai mutamenti fluttuanti che ancora Internet ci rispetta. A questo proposito ha ragione il musicista Samuel Ferrari a ribadire: "Il modo di fare e promuovere musica è radicalmente cambiato. Sul web possono essere messi in circolo prodotti che non trovano spazio nel mercato tradizionale. Contenuti e tempi sono scelti dagli artisti e il pubblico ha un ruolo sempre più (pro)attivo e diretto con chi fa musica". E Samuel ne sa qualcosa perché il suo brano YouTube School (studente impertinente) ha sbancato su YouTube e MySpace con 100.000 visualizzazioni. In altri tempi questo sarebbe stato un effimero sogno!

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