Nino Rota, l'amico ritrovato dagli Avion Travel

Suggestioni musicali e teatrali con Peppe Servillo e compagni. E MusicAcross risveglia Milano dal letargo

Nino Rota sta a Federico Fellini come la musica sta al cinema. E questa è una proporzione della matematica dell’arte che crea teoremi strani, fatti di simbiosi, condivisioni, bizzarrie della creatività. Milano si risveglia da un lungo letargo teatrale. Era ora. E ci volevano gli Avion Travel per farci tornare a sussultare con uno degli spettacoli musicali più emozionanti degli ultimi anni. Nino Rota – l’amico ritrovato non è solo una rivisitazione musicale di un grande compositore. E’ piuttosto l’atto della riscoperta fuori dai canoni tra le nuvole vaporose del cinema  - quelle che sovrastano il palcoscenico degli Arcimboldi, e la fecondazione della musica tra il misticismo della realtà e la spiritualità dei sogni.

AVION TRAVEL - In tutto questo ci si mette pure l’estro imprevedibile degli Avion Travel con una breve annotazione storica: Peppe Servillo e compagni sono stati fautori di un bagliore sperimentale che si è sforzato di far diminuire nella cultura casertana, culla degli allori vanvitelliani, un antipatico lassismo provinciale.
“Portare Nino Rota a Milano è come se un milanese cantasse Sergio Bruni a Napoli”, esordisce Servillo, lui che fino alla fine gioca a fare la parte dell’insolente istrione. E gli riesce bene – non solo perché “è il fratello minore del bravo Toni" – ma perché ha capito come si fa l’equilibrista tra sviluppo drammaturgico e narrativa musicale.

LA MAGIA DI NINO ROTA - Mentre l’impeccabile Orchestra camerata ducale diretta da Marcello Rota porta a passeggio il pubblico tra Amarcord, Il Padrino, La Dolce Vita e 8 ½, la video pittura animata di Giuseppe Ragazzini lancia il sublime nella sfera del fantastico. Questo spettacolo sarebbe piaciuto a Federico Fellini e Giulietta Masina perché ha saputo raccontare in poco più di novanta minuti  il Belpaese di ieri ai giovani d’oggi. A prendersi i lunghi e meritati applausi sul palco c’è anche il deux ex machina: l’imprevedibile Caterina Caselli, orgoglio dei nostri discografici, che ha vinto la sfida di MusicAcross, contenitore sperimentale di future memorie. 

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