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La Groenlandia dà l’addio all’Europa

L’immensa isola dei ghiacci festeggia l’indipendenza dalla Danimarca

Da oggi in Groenlandia si parla il kalaalisut, la lingua degli eschimesi inuit. L’immensa isola di ghiacci ha infatti detto addio all’Europa e festeggiato il primo giorno d’indipendenza dalla Danimarca. O, più precisamente, dell’entrata in vigore dello statuto d’autonomia approvato nel referendum dello scorso novembre. Dopo 300 anni di colonizzazione, i reali danesi si sono congedati dai loro sudditi, ora riconosciuti come popolazione di uno Stato indipendente, con una propria lingua e con il diritto alla gestione delle proprie istituzioni e delle proprie risorse.

E mentre nella capitale Nuuk si festeggia, per l'isola più grande del mondo dopo l'Australia ha inizio una nuova sfida. Coperta per l’80 per cento da ghiacci, con un territorio grande tre volte la Francia, la Groenlandia è di fatto troppo poco popolata (57mila abitanti) per poter funzionare come nazione indipendente.

Non vanno inoltre sottovalutati i gravi problemi sociali che affliggono il Paese (disoccupazione, suicidi e alcolismo), anche se secondo alcuni la Groenlandia potrebbe trasformarsi nell’isola del tesoro. Stando alle stime dell'Istituto geologico americano, la zona artica contiene 90 miliardi di barili di petrolio, oltre a grossi giacimenti di gas naturale, circa il 22 per cento delle riserve mondiali.
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