Machu Picchu

In ferrocarril fino al Machu Picchu

Viaggio sulle Ande peruviane fino ai resti della città inca

Fu proprio salendo su per la gola del rio Urubamba, con i muli e un contadino, che Hiram Bingham scoprì questa città perduta di Machu Picchu. In realtà, l'esploratore e archeologo americano cercava Vilcabamba, ultima capitale del regno Inca, ma si dovette accontentare di questo che ormai è considerato uno dei siti archeologici più belli al mondo.

LUNGO IL CAMINO INCA - Oggi si parte da Cuzco in trenino, o ferrocarril, e si scende ad Aguas Calientes, incantevole paese con alberghi e buoni ristoranti oltre ad un variopinto mercato. Da qui gli ultimi 20 chilometri si fanno con comodi bus ma per i duri, gli sportivi, c'è il "camino inca", il sentiero antico che porta ai 2600 metri della città perduta. Appena entrai, annunciato dalle migliaia di scatti delle fotocamere digitali, mi appare il Machu Picchu. In Perù esistono siti di maggior interesse esoterico, storico, archeologico, come Nazca, Ica, Il Sacsahuaman, siti che probabilmente segnalano la presenza di una parte della storia sconosciuta, ma questo è considerato uno dei posti più belli al mondo. Il verde bottiglia intenso della foresta tropicale si staglia contro il grigio quasi lucente delle costruzioni incas, mentre 400 metri più sotto, l'Urubamba sembra un serpente che striscia ai piedi di un gigante.

NEL REGNO DI PACHACUTI - Se il cielo è azzurro e terso, in pochi minuti può diventare scuro di nubi e si ha l'impressione che alzando un braccio si possa afferrarne una, tanto sono basse e vicine. I "puri" dicono che questo spettacolo è niente di fronte al momento magico dell'alba, quando il sole fa il suo ingresso qui, fra le montagne andine. Forse Pachacuti, il sommo imperatore, fece erigere questo luogo di studi e religione, però il tutto benché recente (1450) è avvolto nel mistero, nel magico percorso storico delle Ande basse che racchiusero la più grande delle civiltà precolombiane. Nel tardo pomeriggio insieme a centinaia di turisti tornai verso il pullman. Il bus iniziò la sua discesa inseguito da un vivace bambino vestito da guerriero inca. Arrivato al ponte in fondo, l'autobus si fermò per far salire il bambino che protese la mano per chiedere. Dai miei conti fece più di 10 dollari. Nessuno d'altronde avrebbe potuto negare un dollaro all'ultimo dei guerrieri incas, all'ultimo dei signori delle Ande, nessuno poteva negare qualcosa ad un figlio del dio Inti.

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