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Giusy Ferreri, il mio universo

L'ex cassiera dell'Esselunga ci parla delle sue canzoni, di web e della sua passione per Rino Gaetano

La gente passeggiava per corso Garibaldi e si affacciava incuriosita in una vetrina del temporary store KIA. In mezzo alle auto c’era un palco dal quale saltellava la voce ruggente di Giusy Ferreri. L’ex cassiera dell’Esselunga è davvero una persona semplice e deliziosa. Mi sono fermato a fare quattro chiacchiere con lei, prima di questo live per pochi intimi.

Giusy, i maligni sostenevano che saresti tornata a fare la cassiera. Non mi pare sia andata così…
“Premetto subito che la cassiera era un lavoro dignitoso. Anzi, evviva le cassiere. E poi ogni lavoro ha la sua dignità… Ho avuto la fortuna di essere stata apprezzata fino in fondo per poter fare questo mestiere. È la mia passione da sempre. Non dimentichiamo che ci sono tanti artisti che hanno vissuto con poco e forse senza lo spazio meritato”.

Cosa c’è di te nel nuovo album “Il mio universo”?
“C’è soprattutto il mio mondo, l’atteggiamento della mia emotività. Desideravo che questo album parlasse davvero di me. Mi rappresentano tutte le canzoni che ho scritto. Hanno una carica energetica che arriva da dentro. Rappresentano uno sfogo personale di ciò che sono, perché avevo una voglia matta di urlare e condividere il mio stato d'animo con il pubblico. Certamente i miei brani si presentano meno accessibili rispetto all'altro repertorio firmato da autori come Rudy Marra o Enrico Ruggeri”.

Internet nel tuo lavoro cosa c’entra?
“Nonostante sia affezionata al mondo musicale tradizionale, mi sono accostata al web già prima di finire a X Factor. Utilizzavo Myspace per far conoscere la mia musica. Devo ammettere che l'interazione era sorprendente. Apprezzavo l’opportunità di poter scambiare commenti e opinioni con persone che volevano raggiungere il mio stesso obiettivo. Del resto il confronto portava a delle riflessioni e stimoli interessanti. Internet c’entra, c'entra eccome".

E cosa ne pensi di questa direzione del web verso i social network?
“È una nuova via, di cui non possiamo fare a meno, anche se io personalmente non ne faccio un abuso”.

Sono 30 anni senza Rino Gaetano e la tua voce gli ha reso omaggio. Cosa ti manca di più di lui?
“Quella maniera imprevedibile ed originale di affrontare la provocazione. Proprio per questo è stato un punto di riferimento nella scrittura. Quando scrivo penso sempre a quell’approccio, al suo stile semplice che riusciva a comprimere in pochi frasi concetti e temi molto forti”.

Come trascorrerai la prossima estate?
“A cantare nelle piazze italiane. Mi piace l’idea di tornare ad esibirmi all’aria aperta, in mezzo alla gente, attraverso la nostra meravigliosa Italia, anche negli angoli più nascosti”.

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