Gianna Nannini, la musica italiana che sa ancora graffiare

Milano saluta il rock al femminile con tanti successi. Ospite a sopresa è Riccardo Scamarcio

Accade di rado che un concerto diventi una serata musicale. Una serata nel senso di un incontro per buttare giù qualche riflessione sul percorso di crescita di un'artista, ma anche per capire come sia possibile che, dopo più di trent'anni, l'abbia vinta il ricambio generazionale. Le due serate di Gianna Nannini al Forum di Assago hanno dimostrato che un concerto si può fare ancora alla vecchia maniera:  tenendo al centro dei riflettori le canzoni, lasciando in disparte le digressioni degli effetti speciali, rinunciando agli intermezzi verbali da copione.

GIANNADREAM - Sì è vero che per il Giannadream tour c'è un mega palco, un arcipelago di led luminosi e un grosso cilindro, ma alla fine quello che conta è l'energia della Nannini e del suo pubblico eterogeneo. Sarebbe stato scontato incrociare solo trentenni e quarantenni, svezzati sotto gli auspici contradditori della musica italiana degli anni '80. Ad applaudirla c'era anche il popolo dei teenager, quelli che oggi vengono accusati di nutrirsi di musica di consumo e gradiscono il duetto a sorpresa con Riccardo Scamarcio su California. Quelli stessi teenager hanno ammesso che quella furiosa rocker sul palco ha cavalcato il suo tempo in maniera trasversale. E sia il presente di Maledetto Ciao, sia il passato prossimo di Voglio il tuo profumo, sia il trapassato di Fotoromanza mettono a tacere le conflittualità generazionali. Il rock della Nannini sa ancora come graffiare, anche quando in Sei nell'anima c'è la presa di coscienza di un amore destinato a finire per sempre.

I GRAFFI DEL ROCK - La musica italiana da esportazione si è arenata sulla scia di un pop noioso, sebbene ci sia la dea che riempia gli stadi e fa il botto oltreoceano. L'Italia non è solo quella, prevedibile, zuccherina, melodica. L'Italia è anche quella ruvida di Gianna Nannini, con quel sound provinciale che sembra uscito da una cantina senese, con quella mascolinità aggressiva che abita in un corpo minuto di donna. E per una volta lasciamo alla musica l'autorevolezza di imbrattare come graffiti i nostri cuori palpitanti (Meravigliosa creatura)  o appiccicare manifesti al nostro immaginario (I maschi), e non alle fastidiose ghettizzazioni che hanno fatto della Nannini un totem gay. Gianna Nannini è strepitosa, semplicemente Gianna, con quella manciata di ironia che aveva dato alla Gianna di Rino Gaetano un coccodrillo come animale domestico. E riuscire ad essere tutt'oggi sopra le righe resta il segreto del suo successo. Lei sa come escogitare rendez-vous musicali, per farci tornare ad abbracciare i sogni sotto il cielo del rock made in Italy!

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