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In mostra al MoMA e al Met, le mostre di Francis Alys e Alexander Mc Queen

Avete in programma un viaggio nella Grande Mela? Non perdete allora le mostre dell'artista belga Francis Alys e dello stilista inglese Alexander McQueen allestite in due dei maggiori musei cittadini: il Modern Art Museum e il Metropolitan.

Umorismo e riflessione sono la cifra di A story of deception che, fino al primo agosto, il MoMA dedica a Francis Alys. Servendosi di mezzi poetici e allegorici, l'artista si occupa di tematiche critiche della società contemporanea quali frontiere, globalizzazione, cicli economici e urbanesimo. Il suo complesso e sfaccettato corpo di opere, comprendente video, fotografie, disegni e performance, riflette innanzitutto sulla crisi e lo sviluppo dell'America Latina nell'ultimo quarto di secolo. Convinto che il destino dell'uomo sia cercare ciò che non potrà mai ottenere, Alys mette in scena azioni che alludono al processo di avanzamento e regressione. E rendono omaggio alla perseveranza, come l'inseguimento di un tornado o il reclutamento di centinaia di volontari per "spostare" una duna di sabbia. "Hai sempre provato, hai sempre fallito. Non importa. Prova ancora. Fallisci ancora. Fallisci meglio" direbbe il poeta irlandese Samuel Beckett.

A un anno dalla morte e fino al 31 luglio, il Met celebra Alexander McQueen con una spettacolare retrospettiva Savage Beauty. È un omaggio allo straordinario contributo al mondo della moda dello stilista scozzese: quasi 170 fra completi e accessori ripercorrono la carriera dell'artista, dalla prima collezione del 1992, all'ultima passerella, postuma, del febbraio 2010. Ma McQueen si spinse oltre, allargando i confini del fashion design alla rappresentazione concettuale di cultura, politica e identità nazionale. Da apprezzare la ripartizione tematica della mostra, che individua alcuni elementi di fondo nella poetica di McQueen, a cui si possono ricollegare di volta in volta le sue collezioni. Dall'esotismo alla fascinazione per il gotico e il lato oscuro delle cose; dalla natura come serbatoio da cui attingere spunti e materiali alla celebrazione storica e culturale delle sue radici scozzesi.

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