Asturias, que gusto!

Viaggio alla scoperta dei verdi paesaggi del Nord della Spagna, tra arte, cultura, storia e la gastronomia muy sabrosa!

Trecento chilometri di costa frastagliata alternate ad infinite spiagge oceaniche battute dal vento e plasmate dalle correnti fredde del Mar Cantabrico. E poi un’estesa lingua di terra verde e rigogliosa, stretta tra il mare e le cime più elevate e suggestive della Cordigliera Cantabrica, i famosi Picos de Europa. Lo scenario geografico delle Asturie racconta di una regione incantevole dal punto di vista paesaggistico. Chi sceglie di trascorrervi una vacanza, però, scopre ben presto che la ricchezza di questa comunità autonoma della Spagna settentrionale, confinante con Galizia, Cantabria e Castiglia e León, è molto più di questo. Un viaggio nelle Asturie infatti non si dimentica in primis per la straordinaria offerta gastronomica, sempre più apprezzata a livello internazionale.

GUSTO E ARTE - Una cucina povera, quella asturiana, ma estremamente sabrosa (gustosa), fatta di piatti sostanziosi dai sapori decisi, pieni, grazie all’uso di ingredienti semplici - come le fabas (grandi fagioli bianchi locali) e gli insaccati - ma di ottima qualità, basti pensare alla ricchezza del patrimonio ittico (astici, scampi e i ricercati percebes) e alle oltre 100 qualità di formaggi tra i più pregiati di Spagna e d’Europa, quali il queso de Cabrales, Gamonéu, Afuelga ‘L Pitu, per citarne alcuni. Una realtà consolidata, quella della cucina asturiana, che oggi conta ristoranti gourmet e un buon numero di stellati Michelin. Senza dimenticare taverne e sidrerie, in numero sempre crescente, dove scoprire il fascino e il gusto del sidro, succo alcolico a base di mele, localmente noto come sidra, quasi sconosciuto al Bel Paese, che però vanta una tradizione antica, ancor oggi molto viva e sentita, culminante nel Festival di Nava, in luglio, che riunisce centinaia di persone. Ma a rendere le Asturie una destinazione turistica che non teme rivali sono anche l’arte, la cultura, la storia, senza dimenticare che Oviedo, il capoluogo, è il centro del famoso Cammino di Santiago de Compostela, il lungo percorso, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, intrapreso fin dal Medioevo dai pellegrini attraverso la Francia e la Spagna per giungere all’omonimo santuario, sede della tomba di Giacomo il Maggiore.

DA SALINAS AD AVILÉS - Il primo impatto per chi atterra ad Oviedo e si dirige verso Salinas non lascia indifferenti: lo sguardo è come rapito dal verde, intensissimo, dei prati che si estendono all’infinito. Tante sono le escursioni che si possono fare in tutto il territorio per immergersi nella natura, i percorsi cicloturistici, le passeggiate lungo i vecchi tracciati abbandonati delle antiche linee ferroviarie, recuperati e adattati per il trekking. Piccola località balneare, Salinas vale la sosta anche solo per pranzare al Ristorante Real, 1 stella Michelin, godere della strepitosa vista sul Mar Cantabrico dalle belle vetrate panoramiche e degustare la superlativa cucina del giovanissimo Isaac Loya. A pochi passi, visitate il piccolo ma ben strutturato museo della Miniera di Arnao, testimonianza della vita passata degli abitanti. Addentrandosi tra morbide colline dell’entroterra, fermatevi al caseificio che dal 1923 produce artigianalmente il pluripremiato formaggio La Peral, il famoso queso azul del Cantábrico. La strada porta fino ad Avilés, secondo porto commerciale delle Asturie, città apprezzata per le sidrerie, come Tierra Astur, che propone diverse qualità di sidra da abbinare ai salumi e formaggi locali, anche in vendita. È il posto giusto per osservare il “rito” di versare il sidro, in grandi bicchieri di vetro dalla bottiglia posizionata in alto, molto distante. Avilés vanta anche un pregevole casco antiguo (centro antico), con bei palazzi storici, a cominciare dal Municipio. Non mancano luoghi d’interesse nell’area più recente della città, come l’avveniristico Centro Cultural Niemeyer, disegnato dal noto archistar brasiliano Oscar Niemeyer, unica sua opera realizzata in Spagna, “la più bella tra quelle progettate fuori dal Brasile” a detta dell’artista, insignito del Premio Principe de Asturias de las Artes nel 1989. È un gigantesco spazio tondeggiante che si riempie all’interno e si svuota all’esterno includendo un Auditorio per 998 persone, la Cupola per le esposizioni, un edificio polivalente, il ristorante panoramico D’Miranda 360°, in posizione dominante su una torre, e come spiegò lo stesso Niemeyer: “una grande piazza aperta a tutti gli uomini e le donne del mondo, un grande palco teatrale sopra il fiume e Avilés”.

DA OVIEDO A GIJÓN - A 27 km di distanza, strategicamente situata al centro della regione, Oviedo è un’incantevole città divisa tra un nucleo storico e un centro commerciale, che si snoda intorno a calle Uría e alle strade adiacenti, colme di negozi, moderni mall. Costellato di chiese medievali ed edifici barocchi, il primo vanta le splendide chiese preromaniche di Santa Maria del Naranco e di San Miguel de Lillo, mentre nella cattedrale di San Salvador è conservato il sudario di Oviedo, un telo del VII secolo, che vuole la tradizione abbia avvolto il capo di Cristo dopo la morte. Tante sono le aree pedonali della città, che l’hanno resa più vivibile e pulita. La miglior cucina? Casa Amparo è un ottimo indirizzo per gustare la fabada, il piatto tipico a base di fabas, spalla di maiale (lacón), salsiccia nera di sanguinaccio (morcilla), salsiccia piccante (chorizo) e tocino. Il viaggio prosegue fino a Gijón, per visitare La Laboral Ciudad de la Cultura, la Città della Cultura, enorme complesso del XX secolo dove oltre 4.000 persone studiano, fanno ricerca, creano e comunicano. Imperdibile l’esperienza di una cena nel ristorante La Salgar, 1 stella Michelin, regno del talentuoso e geniale chef asturiano Nacho Manzano, che sorprende con la sua cucina delicata e genuina. Cittadina portuale affacciata sul Golfo di Biscaglia, Gijón ha un bel centro storico diviso tra il caratteristico quartiere di pescatori Cimadevilla e il colle di Santa Catalina, dove si può passeggiare e rilassarsi, oltre ad ammirare l’impareggiabile panoramica sull’intera baia. Volete una scossa di adrenalina? Prenotate una cena accanto alla vasca degli squali dell’Acuario: pasteggiare a pochi metri dai pericolosi predatori fa indubbiamente un certo effetto, ma vi sorprenderà ancor di più la cordialità degli insoliti ristoratori, unita alla freschezza e all'abbondanza del plato de marisco del Cantábrico, a base di aragoste, gamberi e del meglio del pescato del giorno, servito come antipasto!


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