Addio Amy Winehouse, ancella "maledetta" del nostro tempo

Il suo rock rivestito di Soul e R&B continuerà a circolare tra le prossime generazioni

Maledetta come Janis Joplin, maledetto il giorno che se l'è portata via. Maledetta perché quelle 27 candeline, quanti erano i suoi anni, si sono spente nel vento. Amy Winehouse è morta a Londra ieri e non sembra vero che quella voce abbia smesso di pulsare. Sì, la voce può pulsare come solo il cuore sa fare.

DANNATA - Amy era dannata dal primo istante in cui aveva impugnato un microfono e gli dei le avevano consentito di trafiggere il rock, spiattellandolo contro il muro a furia di Soul e R&B. L'inconfondibile stile jazzato l'aveva fatta entrare nel cuore di milioni di persone, il personaggio che le avevano costruito addosso l'aveva sottomessa ai giochi del gossip e del crudele pettegolezzo. Le sofferenze personali, proprio quelle che hanno affrettato la trasformazione dal carisma dell'interprete alla mostruosità del personaggio, dovrebbero rimanere nel privato ed evitare  i sussulti emotivi che strariperanno nei social network da adesso fino a chissà quando.


REHAB - Chiediamoci piuttosto se Frank, l'album che otto anni fa la consacrò per sempre, sia stato un gioco musicale azzeccato per caso o un laboratorio in cui una voce sapeva raccontare e raccontarsi sotto molteplici sembianze. Qual è una volta e per sempre la vera sembianza di Amy Winehouse? Non lo sapremo finché continueremo a mummificarla come ancella del rock. Cosa ce ne facciamo di questa inopportuna insinuazione, quando non possiamo fare a meno di quel soul e R&B, dattiloscritto in ogni nota. Le parole però sanno diventare testi di un diario e calzano a pennello, come Rehab, la canzone in cui era già scritta l'amara fine della cantante inglese: restare prigioniera della beffarda solitudine.

I MALEDETTI DELLA MUSICA - E se la morte per “i maledetti della musica”, da Hendrix a Morrison, resta l'ultima visione della liberazione, allora Amy Winehouse si è svestita finalmente, perché non ne poteva più di quella profezia che segnò i poeti maledetti e che il verseggiatore Chatterton avrebbe messo giù così: “Dal giorno in cui seppe cantare fu Poetessa, e d’allora appartenne alla razza sempre maledetta dalle potenze della terra.” Sulla terra non c'è più, ma ci restano le sue canzoni.


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