A Valencia, terra dei fiori, della luce, dell'amore

Tutto il sabor della solare e avveniristica città spagnola, tra gusto, cultura, storia, mare e divertimento

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"Valencia es la tierra de las flores, de la luz y de l'amor", cantava il tenore spagnolo Alfredo Kraus. E come dargli torto? La terza città di Spagna, che conta oggi più di 800mila abitanti, è un luogo magico, speciale: baciata dal sole per 300 giorni all'anno, vanta un clima perfetto, mitigato da una brezza mediterranea che soffia perennemente, rendendo il soggiorno ancor più gradevole. Non solo. Valencia è anche una terra "gustosa", patria della paella, quella originale, delle naranjas (arance), quelle succose, e dell'horchata, la bibita tipica, nutriente e rinfrescante a base di chufa, un tubero che cresce solo all'Alboraia, una zona agricola poco distante. Una città che conquista per il suo patrimonio artistico e culturale, per le sue spiagge, per la movida, ma soprattutto per il calore della gente. E per la sua doppia anima, quella antica, segnata da duemila anni di storia, oggi concentrati nel centro cittadino, e quella modernissima, avveniristica e onirica, disegnata dall'archistar Santiago Calatrava.

PER LE VIE DEL CENTRO - È dall'alto del Miguelete, la torre che sovrasta la Cattedrale, che si gode il miglior panorama sulla città, una vista che spazia dalle campagne dietro Valencia fino al mare. Capolavoro architettonico in cui si intrecciano armoniosamente Gotico, Romanico e Barocco, e che custodisce pregevoli opere pittoriche come i dipinti di Francisco Goya, la Cattedrale affaccia su Plaza de la Virgen, il cuore del centro, dove si possono acquistare ciotole e oliere giallo intenso, le ceramiche tipiche valenciane. Mentre è sotto la Torre di Santa Catalina, all'Horchateria El Siglo, che si gusta una delle migliori horchata cittadine, dove intingere i morbidi fartons. La passeggiata per il centro continua lungo gli stretti vicoli che, oltre la circolare Plaza Redonda, portano dritto dritto in Plaza del Mercado, sede del famoso Mercado Central, tripudio di odori e colori di prodotti locali: arance, lumache, prosciutti e pimenton sono in vendita nei banchi ospitati nel bel edificio in stile Liberty, sede tra l'altro del Central Bar by Ricard Camarena, chiosco raffinato del noto chef stellato. Poco lontano s'incontra la Borsa della Seta, o Llonja, magnifico esempio di Gotico valenciano: maestosa la sua sala, sede dei commerci della seta fra il XV e il XVIII secolo, dal 1996 dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco. Percorrendo Avenida Maria Cristina, si raggiunge la spaziosa piazza del Municipio, mentre poco più a sud degli eleganti palazzi del centro, il quartiere di Ruzafa è il polmone multietnico (vi convivono oltre 110 nazionalità), dove negli ultimi anni sono sorte gallerie d'arte, spazi culturali, teatri e negozi trendy.

PROIETTATA NEL FUTURO - La storia incrocia il presente lungo il vecchio letto del fiume Turia (il cui corso è stato deviato per evitare esondazioni), oggi convertito in una delle aree green della città, da percorrere lungo la pista ciclabile che porta dal vecchio al nuovo e viceversa, attraverso bei giardini e diciassette ponti di periodi e stili diversi: da quello medievale a quello della Esposición, firmato dal noto architetto valenciano Santiago Calatrava. Ed è così che da un lato si arriva fino al centro più antico della città, mentre dall'altro si conquista l'anima più contemporanea e stupefacente, rappresentata dalla monumentale Ciudad de las Artes y las Ciencias, la Città delle Arti e delle Scienze, forgiata dai sinuosi edifici tinti di bianco anche questi disegnati dall'archistar. E vale la pena dedicare almeno mezza giornata alla visita dell'Hemisfèric, per osservare le galassie in 3D; del cinema IMAX che proietta documentari e film in 3D; del Museo de las Ciencias Principe Felípe; del Palau de les Arts Reina Sofía; dell'Ágora, uno spazio multidisciplinare adibito ad eventi. Ma soprattutto dell'Oceanigràfic, l'enorme Parco Oceanografico, il più grande mai realizzato in Europa: abitato da 45mila essere viventi di 500 specie diverse, riproduce i principali ecosistemi marini della Terra, con il delfinario e i suoi tunnel trasparenti dove si vedono nuotare squali, mante e pesci dei sei oceani. Se si viaggia insieme ai bambini, poi, si può vivere l'emozionante esperienza di passare una notte nell'acquario dormendo proprio davanti alle vasche degli squali.

LA SPIAGGIA IN CITTÀ - La ricchezza del Mediterraneo si può scoprire anche a pochi passi da qui: il mare infatti bagna oltre sette chilometri di arena dove i valenciani vanno ad abbronzarsi e passeggiare per godersi il tramonto. Proprio da pochi anni la città ha recuperato il quartiere portuale, interamente ridisegnato dopo i lavori realizzati in occasione dell'America's Cup del 2007, con la creazione dell'elegante Marina Reale Juan Carlos I e interventi architettonici contemporanei, come il Veles e Vents, edificio dalla facciata specchiata e le forme sinuose, opera di David Chipperfield e b270 Arquitectos. Non lontano vengono coltivate le clóchinas, le cozze valenciane, sulle tipiche bateas, le piattaforme siglate Clovamar. A pochi passi dalla spiaggia di Malvarrosa, invece, lo storico ristorante Casa Carmela, aperto nel 1922, è uno dei pochi locali a preparare la paella all'antica maniera, sul fuoco a legna, alimentato da legno d'arancio. L'ingrediente principale? Il riso, o meglio l'arroz (rigorosamente di tipologia Bomba), coltivato nelle risaie del Parco Naturale dell'Albufera, l'immenso parco naturale (ex riserva reale di caccia e pesca) che si estende per 21mila ettari a sud della città, con il suo lago di acqua salmastra separato dal mare da una sottile striscia di sabbia. Si raggiunge con il Bus Turistico che dal centro cittadino porta all'imbarcadero: a bordo di una albuferenca, l'imbarcazione tipica dei pescatori, ci si addentra per i canali silenziosi e intanto si avvistano gabbiani, cormorani e aironi.

TRA GUSTO E MOVIDA
- E se a tutte le ore è il momento giusto per fare il pieno di paella, tapas e horchata, la sera vale la pena provare la cucina stellata, prima di tirar tardi nei locali caldi della nightlife. Tra le tante, una delle discoteche più scenografiche è senza dubbio l'Umbracle, sorta di "terrazza panoramica" che guarda sul ponte illuminato di Calatrava, ma non sono certo meno frequentati i localini disseminati nei vicoli del Barrio del Carmen, alle spalle di Plaza de la Virgen; i numerosi tapas bar e le vinerie di Calle de Caballeros e, ancora oltre, i posti in Plaza del Tossal, cuore della movida. E c'è solo l'imbarazzo della scelta tra gli indirizzi dove sorseggiare la tipica Agua de Valencia a base di cava, succo darancia, vodka e gin, un altro tipico, inconfondibile, sabor valenciano.
  • DA SAPERE 

  • MUOVERSI IN CITTA' 
  • Con la Valencia Tourist Card, che dura 24, 48, 72 ore, si viaggia gratuitamente sui mezzi pubblici e si hanno sconti su musei, attrazioni, negozi e ristoranti. Esiste anche la versione Family dedicata alle famiglie con bambini fino ai 12 anni. Si acquista online sul sito www.turisvalencia.es Novità 2013 è poi la Valencia Tourist Card Discount, che consente di usufruire di ingressi gratuiti e di numerosi sconti per musei, attrazioni, visite guidate in bicicletta, a piedi o in auto per la città.

  • CON CHI VOLARE 
  • Ryanair  collega la città spagnola da Orio al Serio.

  • DOVE DORMIRE 
  • NH Las Artes 
  • A pochi passi dalla Città delle Arti e delle Scienze, è un confortevole quattro stelle, che serve favolose colazioni.  

  • PER INFORMAZIONI 
  • Turismo Valencia 
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