Krav Maga tra sport e autodifesa: da Hollywood a Milano

La tecnica militare diventa una vera e propria disciplina. In città il seminario con il numero uno

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Arriva a Milano il leader mondiale del Krav Maga, disciplina di combattimento israeliana adoperata come efficace tecnica di autodifesa in situazioni estreme tipo rapine, stupri, scatti di violenza improvvisa o aggressioni in strada. Il termine deriva dall'ebraico moderno e significa, “combattimento con contatto” anche se, col passare del tempo, ha assunto il significato di “lotta corpo a corpo”. In Italia esiste un sito ufficiale (www.kravmaga.it) aggiornato su stage e appuntamenti vari con tutte le informazioni del caso. Proprio nel capoluogo meneghino, il 26 gennaio, presso il Myland Crossfit di via Riccardo Lombardi 19, si terrà il Krav Maga Hostage Seminar (dalle 16 alle 19 al costo di 50 Euroè consigliabile un abbigliamento comodo) con il numero uno al mondo di questa disciplina, Avi Moyal. E, c'è da scommetterci, saranno molte le palestre che introdurranno questo “sport”.


LE ORIGINI – Il Krav Maga fu inventato dal signor Imi Lichtenfeld nella prima metà del secolo scorso e la storia narra che lo stesso Lichtenfeld, un ebreo-ungherese nato a Budapest nel 1910, si trasferì ancora giovanissimo a Bratislava dove vinse diversi titoli nazionali di lotta libera e boxe. Nasce così il Krav Maga, un vero e proprio mix di attacchi letali (i colpi vengono spesso rivolti ai genitali, alla carotide e agli occhi) che ovviamente non venne mai considerato alla stregua di uno “sport” come il pugilato, il judo o il Karate.

REGOLE FONDAMENTALI – Il dogma del Krav Maga è quello di attaccare il nemico prima di essere attaccati ecco perché l’esercito israeliano attorno al 1944 iniziò a utilizzarlo per addestrare le loro forze speciali (oltre al Mossad, ricordiamo che il Krav Maga è materia di studio presso l’Fbi, la Cia ma anche le nostre Polizia di Stato, Carabinieri Guardia di Finanza). Dopo circa due decenni di lezioni presso le unità speciali israeliane di Hagana e Palmach, Lichtenfeld decise di ritirarsi dagli apparati militari per esportare la sua “creazione” all’interno della società civile. Il suo scopo fu infatti quello di renderlo utile anche a tutte quelle persone (ragazzi, donne sole, ecc.) affinché potessero muoversi tranquillamente in qualsiasi ambiente considerato a rischio. Metropolitano e non.

J.LO LO PORTA A HOLLYWOOD - Gran parte del successo mediatico del Krav Maga è dovuto a un film americano, non molto conosciuto, ma molto amato dai cultori di questa tecnica. La pellicola s’intitola Enough (Via dall’incubo in italiano), è interpretata da una muscolosissima Jennifer Lopez diretta da Michael Apted, un maestro del thriller nel cui palmares figurano anche Gorky Park, Gorilla nella nebbia e Agente 007 – Il mondo non basta. La trama è presto detta: si parla di una sposina felice (Slim, la Lopez) che poco alla volta scopre che l’uomo che ha sposato e padre di sua figlia è in realtà un sadico violento che si opporrà con tutti i mezzi alla prospettiva del divorzio. Poco male: Slim chiederà aiuto al padre che la metterà in contatto con un espertissimo istruttore di Krav Maga il quale le insegnerà tutto il suo sapere sull’argomento. Scontato il finale, dato che il marito (interpretato da un viscido Billy Campbell) se la vedrà davvero brutta. Ma la cosa più importante è che, grazie a questo film, di Krav Maga se n’è fatto un gran parlare.

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