Sylvie Guillem e Russell Maliphant illuminano gli Arcimboldi

Vortici di linee, sincronismi materici e fluidità di movimenti nella danza dei due grandi ballerini

Pulsa il cuore danzante di una lattea ninfa dai capelli corvini, giunta a fara visita a Milano in due date da tutto esaurito al Teatro degli Arcimboldi.

FIEREZZA DI STILI - Vibrano le corde della chitarra di Montoya e Sylvie Guillem dà sfogo ai suoi istinti gitani in un Solo partorito dalla forza del Flamenco, che qui presta alla danza contemporanea le movenze del fluido braceo, che pare tanto garbare alla ballerina francese. Le gambe vengono lanciate al cielo, con un controllo perfetto che esalta la fierezza di questo baìle, la cui essenza Sylvie trasmette al pubblico, già rapito nel suo vortice. Quasi a ripresa del tema sovviene Two, dove la nostra fata danzante crea un turbine di linee, disegnando nell'oscurità del teatro figure dell'arte marziale, illuminata soltanto da un fascio di polverosa luce. 

ANIME FLUIDE - L'attesa è molta anche per il coreografo Russell Maliphant che in Shift, dialoga con le proprie ombre, danzando in perfetta sincronia con esse. Il brano sulle musiche d'archi diviene così un solo che non è un solo. Un esercizio spirituale, ispirato allo yoga e alla ricerca della serenità dell'anima. Russell si trasforma in un fluido che si muove soavemente tra un faro e l'altro. I due ballerini s'incontrano in Push, coreografia di 32 minuti, in cui i loro corpi parlano d'amore e di vita, con la sublimazione insita nella danza. Le passioni vengono purificate dall'atto artistico e le loro bianche masse muscolari giungono quasi a conforndersi e fondersi in tutto il rigore della disciplina cara alla musa Tersicore.

© Copyright Milanodabere.it - Tutti i diritti riservati