Spietatamente Fotofinish

Antonio Rezza muove teorie sulla solitudine al Teatro Out Off

Fotofinish scritto e diretto da Antonio Rezza e Flavia Mastrella, interpretato da Antonio Rezza con la partecipazione di Armando Novara, in scena fino al 30 ottobre al Teatro Outoff, racconta di: "Un uomo che si fotografa per sentirsi meno solo. Apre così uno studio dove si immortala fingendosi ora cliente ora fotografo esperto. E grazie alla moltiplicazione della sua immagine arriva a credersi un politico che parla alla folla. Una folla che non c'è."

Antonio Rezza, completo, spietato e cinico, travolge il pubblico con il suo malessere, muove teorie che parlano della solitudine assassina del prossimo. Non possiamo nemmeno fidarci della religione, rivolta, ormai, verso una politicizzazione dei simboli che la costituiscono; è questa una delle tematiche affrontate, un'assenza d'identità che disperatamente ricerca la quiete del sonno. La personalità perversa di un prototipo umano sempre più macchina da corsa e sempre meno osservatore di indifferenze che ci toccano nel profondo. Fotofinish è una parabola che racconta, con incredibile consapevolezza, l'incoerenza e l'assurdità della mente umana, specchio di tutti, onesta e terribile sfumatura, che ci porta a cambiare continuamente posizione e prospettiva per ricercare un egoismo di cui non si riesce a fare a meno. Il testo strepitoso, sostenuto in maniera incredibile da Rezza ci scaraventa in un viaggio guerriero: basta con falsi buonismi, tiriamoci su le maniche e cambiamo. Questo continuo messaggio dell'artista, sfiora i cuori con una comicità devastante per la mente, dove l'anticonformismo è conforme all'assurda interpretazione di un attore, che promuove il coraggio e boccia l'accidia di un pubblico osservatore e passivo, che dovrebbe vivere in prima persona una lotta che riesce soltanto a immaginare. Un smacco ad attori e autori portatori sani del teatro rivoluzionario, troppe volte sposato alla voglia di sorprendere. Rezza non stupisce per le scelte sceniche, ma per la rabbia reale e sincera dei suoi personaggi, una comicità isterica, basata sull'insoddisfazione, figlia di un mondo sporco, dove troppe volte si preferisce girare la testa per non guardare.

Tu Antonio, per una sera, ci hai obbligato a non voltarci...grazie. Da non perdere!

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