Musical Profondo Rosso

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Profondo Rosso

Allo Smeraldo il cult movie di Dario Argento diventa musical da palcoscenico fino al 18 maggio

Uno specchio mostra e cela, deforma, migliora, inquieta. Risulta più autentica l'immagine riflessa della creatura che la produce? Forse... Di certo uno specchio, nella sua apparenza percettiva, sradica molte delle maschere che, più o meno consciamente, si indossano: per proteggersi, per giocare o per uccidere. E maschere e specchi sono i veri attori di Profondo Rosso, il musical con la regia di Marco Calindri e la supervisione artistica di chi questa storia di ansie e turbamenti l'ha concepita, nel lontano 1975, il maestro dell'horror made in Italy Dario Argento.

LA MELODIA DEL MALE - I confronti con il film saranno pure riduttivi e forzati ma sono un riferimento critico obbligato per chi si accosta alla storia raccontata fra coreografie lugubri, spettri narranti e specchi mefistofelici. Anche sul palco, anche in un genere cosi disimpegnato come il musical, lo spettatore è inchiodato alla poltrona, vive le tensioni della scena, il susseguirsi dei delitti. La trama si sviluppa fra consapevolezze postume, dolori che riaffiorano, colpi di scena, e tanta morte: danzata, accennata, cantata in suonate rock e suonata in intermezzi che sanno di malvagio. Prima che i passi del mostro abbandonino silenziosamente la scena di un ennesimo assassinio.

GRAND GUIGNOL DELLA MORTE - L'allestimento prodotto da Lorenzo Vitali è ricco di molti effetti speciali curati da Laura Laciniati. La riduzione teatrale è di Marco Daverio, che ha riadattato la sceneggiatura trasportandola in una dimensione drammatica e surreale, con momenti fantastici arricchiti da scene spettacolari, costumi, effetti luce e coreografie frante e palpitanti ideate da Stefano Bontempi. Il tutto ispirato al teatro francese del Grand Guignol, un gran circo della morte. Michel Altieri e Silvia Specchio indagano su una vicenda dove la verità ha spesso il caro prezzo della vita e dove, in fondo, tutti indossano una maschera. Si scelga l'aggettivo: lo sguardo comunque resta celato da una superficie di gomma.

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