Per farla finita col giudizio di dio

Dopo 41 anni di censura esplode al Teatro Arsenale l'ultima opera di Antonin Artaud

ANTONIN ARTAUD - Forse Antonin Artaud non immaginava che, dopo la morte per cancro, l'ultimo suo lavoro avrebbe risuonato da un teatro di sperimentazione all'altro. Per farla finita col giudizio di dio è un'opera scritta nel 1947 per una trasmissione radiofonica di Radio France. Fu egli stesso ad interpretarla, ma la messa in onda venne bloccata a causa della blasfemia del testo.

PAZZIA E VERITA' - Anning Raimondi, insieme a Riccardo Magherini e Yumi Seto, lo traspongono sulla scena del Teatro Arsenale. Scenografia scarna, il nero accerchia gli spettatori raccolti di fronte a proiezioni di toilette quotidiana, mentre i corpi dei tre attori vengono presi in prestito dall'anima del folle Artaud. La pazzia fa dire spesso grandi verità. In questo caso non si tratta di decidere se esista o meno un dio e, in caso egli esista, cosa sia, ma si tratta di riflettere sulle affermazioni di un uomo. Un uomo il cui corpo venne straziato dagli elettroshock e dalle droghe, ossessionato dalla proporia identità tanto da autoritrarsi e farsi ritrarre innumerevoli volte. Con un urlo di rivolta Artaud vuole giungere alle più alte metafisiche.

CON O SENZA UN DIO - Attraverso la decostruzione dei pensieri, sparpagliati nella mente e nelle parole, si arriva ad un concetto che esplode contro tutto ciò che "puzza di merda", contro il dominio prevaricatore della coscienza, delle potenze mondiali, di ciò che è artificiale. Forte il messaggio, forti i termini usati, per liberarsi dal giudizio di dio, inventato come gli escrementi, per una sorta di catarsi a causa del peccato. In questo testo le inquietudini dei nostri tempi si manifestano con estrema violenza della natura che eternamente sconvolge tutto e il pensiero cerca instancabilmente la sua origine. La follia è così lucida da fare paura e da non dar riposo ad una mente dedita all'analisi del proprio "dio".

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