Paolo Borsellino Essendo Stato

Palermo, la memoria, un martirio, conti in sospeso dietro il dramma di un giudice e delle sue idee

Il tempo non cancella e non può cancellare: Palermo e lo Stato italiano si portano ancora sulla coscienza l'assassinio del giudice Paolo Borsellino, che assieme al collega Giovanni Falcone, ha pagato con la vita l'affronto diretto a Cosa Nostra. Ruggiero Cappuccio, ultimo erede interessante della drammaturgia contemporanea partenopea, sterza verso un fatto di cronaca. Per chi conosce il percorso di scrittura di Cappuccio sa bene che il suo universo prediletto è quello del passato che aleggia sulla storia del regno delle Due Sicilie tra drammi, fantasmi e caccia alla memoria.

Questa volta con Paolo Borsellino Essendo Stato, in scena al teatro Grassi fino al 19 marzo, il motore drammaturgico è il decimo di secondo che separa la vita dalla morte, ovvero gli ultimi istanti del giudice palermitano prima di essere ucciso in via D'Amelio assieme alla sua scorta. "Palermo non mi piaceva, per questo ho imparato ad amarla, perché il vero amore consiste nell'amare ciò che non piace, per poterlo cambiare", esordisce il protagonista in questo monologo intimo che il bravo Massimo De Francovich rende molto convincente. 

Così giochi di parole e svuotamenti di citazioni fanno provare allo spettatore una profonda ed amara solitudine, di fronte a questo eroe moderno che Cappuccio trasforma in un eroe da tragedia greca. La metafora di quella partita di pallone -  atto di una vittoria stroncata, quasi impedita - è l'attacco tagliente che annega in amare affermazioni come "le piaghe che non devono essere guarite del tutto" o la sovrapposizione tra lo stato e la mafia.

Borsellino diventa un eroe mitologico, accompagnato dalle sue "Antigone" che con uno Stabat Mater cantilenante, rendono questa tragedia universale, senza tempo, consegnandola ad una visione laica. Il vero vincitore resta l'attore De Francovich così come la regia minimalista di Cappuccio, mentre il testo ferma la sua ascesa perché non prende una posizione ben definita. Ci scusiamo se questo articolo non è accompagnato dalla foto dello spettacolo, ma abbiamo ritenuto opportuno omaggiare "un martire laico" con una foto di repertorio che è entrata nel nostro immaginario.

© Copyright Milanodabere.it - Tutti i diritti riservati