Nojo vulevàn savuar

Lunghi applausi al Manzoni per Enrico Montesano che, con personaggi inediti, fotografa il Belpaese di oggi

Meno male che resterà a Milano fino al 27 novembre, il nuovo spettacolo di Enrico Montesano Nojo vulevàn savoir. Vale la pena vederlo: sano divertimento ma soprattutto un pizzico di riflessione che oggi come oggi non guasta. Parafrasando la celebre battuta di Totò, presa dall'inossidabile film "Totò, Peppino e la malafemmina", l'attore romano spulcia nell'Italia del nuovo millennio attraverso il tubo magico del cabaret-rivista. Una formula che sembra antica ma ha ancora la forza di farci sorridere, scivolando qualche volta in amare riflessioni che dovremmo concederci di più.

L'incipit è originale: una sequenza di aforismi scorrono su uno schermo gigante (primeggia quella di Andreotti "Temo molto le società senza fini di lucro") seguite dalla sequenza della celebre pellicola, che ha fatto un po' da musa ispiratrice. Si accendono le luci ed il palco viene inondato da un ventaglio di brave ballerine - che accompagneranno Montesano per tutto questo viaggio - mentre il comico inizia il suo lungo monologo, alternando battute, satira, riflessioni ed esibizioni che possono essere memorabili, come quella del tip tap, che strappa un grande applauso alla platea del Manzoni.

C'è anche un Montesano sperimentalista con il suo "teatro interattivo", che fa divertire il pubblico, facendo tirare colpi alle sagome di alcuni politici, da Casini a Prodi. Ma, c'è una sorta di angelo custode di tutto lo spettacolo: è l'immancabile voce del Principe De Curtis, in arte Totò, che torna dall'aldilà per suggerire a Montesano la soluzione assillante. Quella di far rinascere il varietà, quello vero, trasparente nella battuta, e soprattutto lontano dalla volgarità di questi tempi. Montesano riesce nel suo intento e la platea esigente del Teatro Manzoni ne apprezza la professionalità, fino alla fine, quando cala il sipario sulle musiche di Giorgio Bracardi e, cantando "Nun me lasciate solo", arriva una spruzzata di nostalgia: un album fotografico che ci fa ripercorrere la storia privata e pubblica di Enrico Montesano.
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