Molto rumore per nulla

Shakespeare "restituito" in Molto rumore per nulla al Teatro Leonardo da Vinci

Siamo abituati a vedere Shakespeare adattato e rivisitato, rielaborato e spremuto, torchiato e stravolto e, forse, anche stanchi di tante visionarie riedizioni e centrifughe dei suoi testi che, laddove ne segnalano la grandezza, ne indicano anche una ossessiva e spesso monotona rilettura.
Quelli di Grock, invece, hanno il merito, grande, come solo i grandi teatranti possono e sanno fare, di restituirci finalmente il vero Shakespeare, il suo sapore originale, il suo spogliare i sentimenti umani e giocare con gli equivoci che questi comportano.

Infatti, come il grande bardo sapeva, da uno stesso equivoco può nascere tragedia e commedia, dallo stesso bivio, dove, in Molto rumore per nulla, la gelosia di Claudio creata dagli inganni del perfido Don Juan sfocia in commedia a lieto fine, può partire Otello che reso folle da Jago crea la tragedia.

Magia scespiriana perfetta che in questo Molto rumore per nulla, per la produzione grocchiana, ritroviamo, seppure con tagli generosi rispetto al testo originale, resa con i ritmi, i lazzi, l’avanspettacolo che viveva sulle tavole del Globe della Londra elisabettiana.

Finalmente assaporiamo la fabula e l’intreccio giocoso di un testo grazie ad un cast di attori perfetti in ogni ruolo, ad una regia precisa nel muovere e cambiare le scene che paiono muoversi e aggregarsi come i cristalli colorati di un caleidoscopio, ad una musica coinvolgente che sembra essere nata con la storia stessa.
Questo è Shakespeare signori!

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