Mina... che cosa sei?

L'Argentina rende omaggio alla Tigre di Cremona con un musical brioso al Teatro Ventaglio Smeraldo

UN MUSICAL PER MINA - Mai dire mai. Il primo musical dedicato a Mina,  una delle voci che tutto il mondo ci invidia, viene dall'Argentina. La tigre di Cremona è molto amata ed apprezzata nei paesi latini e così è proprio la terra dei gauchos a partorire un spettacolo che le rende omaggio. Mina... che cosa sei?, che ha aperto la nuova stagione del Teatro Ventaglio Smeraldo, è una passeggiata attraverso quelle canzoni del suo repertorio che hanno contaminato la nostra vita: i nostri amori, le nostre gioie, le nostre illusioni, i nostri pentimenti, le nostre delusioni, le nostre speranze.

MINA... CHE COSA SEI? - Valeria Ambrosio ed Elena Roger sono state molto abili con la penna a legare grandi successi per creare tanti piccoli quadretti che hanno come protagonista una donna ed un musicista: lei è Ivana Rossi, limpida voce del panorama musicale argentino, lui è il musicista Diego Reinhold. Lei inizia a fantasticare e così si trasforma in una serie di personaggi briosi, che sembrano usciti da un fumetto. Reinhold, irriverente con la sua mimica facciale, le fa da spalla per questo viaggio full-immersion nel canzoniere degli anni sessanta: da "Se Telefonando" di Conte-Pallavicini a "Lo Shampoo" di Gaber, da "La voce del silenzio" di Limiti a "Le mille bolle blu", senza tralasciare alcuni successi della coppia Mogol-Battisti, che Mina ha reso memorabili.

INTENSITA' VOCALE - Meritati sono gli applausi che il pubblico del Ventaglio Smeraldo tributa a Ivana Rossi, che non inimita mai Mina ma personalizza con una sua identità ogni pezzo grazie alla sua estensione vocale. Nonostante qualche capriccio tecnico, la cantante argentina riesce a far arrivare la sua intensità vocale anche senza microfono. Peccato però - e questo è un limite dello spettacolo - che il musical ripeschi soltanto la Mina di un periodo limitato, senza dimenticare che la tigre di Cremona, dalla metà degli anni settanta ad oggi, ha un canzoniere che merita più spazio nel nostro immaginario collettivo. Si segnalano anche i costumi variopinti di Julio Cesar e Matias Begni, nonché la scenografia di Ana Repetto, con un albero gigante, una bella caricatura di Mina Mazzini in formato "totem".

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