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La vita è musica

Corrado D'Elia dirige e interpreta il mondo letterario di Alessandro Baricco. "Novecento" è al Libero, a grande richiesta, fino al 20 gennaio

Novecento non è solo la storia di un pianista, ma bensì del miglior pianista del mondo. E' la storia magica di un bambino nato su una nave, il Virginian, e cresciuto da un macchinista di quel piroscafo da cui non è mai sceso. E' la storia commovente di un uomo, capace di suonare una musica meravigliosa attraverso gli ottantotto tasti del pianoforte, ma incapace di affrontare l'infinitezza della vita vera. E' la storia di un'amicizia, quella tra Danny Boodman TD Lemon Novecento e Tim Tooney, il trombettista del Virginian, che attraverso i suoi ricordi ci racconta "la leggenda del pianista sull'oceano". E' la storia di un sogno, quello degli emigranti in fuga verso l'America.

LA MUSICA - Nella messa in scena di Corrado D'Elia Novecento è, però, soprattutto musica. Quella fantastica e impossibile del suo protagonista. Quella irresistibile dei meravigliosi Anni Venti, su cui dio balla quando nessuno lo vede, ovvero il rag time. Quella leggera nata nei bordelli di New Orleans per accarezzare le notti d'amore dei frequentatori di Jelly Roll Morton, l'inventore del jazz. D'Elia unisce il ritmo denso delle note alla musica delle parole e ambienta il suo spettacolo all'interno di un pianoforte immaginario, quel mondo finito, con dei limiti ben precisi, l'unico in cui Novecento sia stato in grado di vivere. Attraverso dei suggestivi giochi di luce la musica si fa palpabile e concreta, diventando una parte fondamentale della malinconica storia.

L'INTERPRETAZIONE - Protagonista sul palco insieme alla musica è Tim Tooney, l'unico amico che Novecento abbia mai avuto, interpretato dal camaleontico Corrado D'Elia, anche regista dello spettacolo. E' attraverso le sue parole che la leggenda del pianista prende vita. L'interpretazione di D'Elia è energica e intensa ed è capace, da una parte, di comunicare tutta l'ansia che può provare un uomo nel vedere il suo più grande amico rinunciare alla vita e, dall'altra, di trasmettere la struggente sensibilità di una persona che preferisce "incantare" le passioni anzichè lasciarsi trascinare da esse. Il risultato è quell'ottima, commovente storia grazie alla quale non si è mai completamente fregati, come diceva sempre Novecento.

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