L'appuntamento del Venerdì

Il teatro trasloca all'Hammam Sahara in un gioco scenico di incontri e intimità perdute

Il teatro trasloca e si trasferisce all' Hammam Sahara. Scenario diverso dal solito palcoscenico per lo spettacolo diretto da Luca Cancia: L'appuntamento del Venerdì, in scena fino al 10 giugno. 

L'APPUNTAMENTO MAI TRADITO - La rinascita di una passione in un hammam, o forse la nascita. Potrebbe essere questo il sottotitolo di L'appuntamento del venerdì, spettacolo all'interno della rassegna "La Fabbrica dell'Uomo: Identità e Passioni", testo di Mariella De Santis con la regia di Luca Ciancia. In un bagno turco che si trasforma in scena teatrale, lampade, incensi, fontane, tappeti accolgono gli spettatori in un'atmosfera affascinante, sensuale. Appropriato sfondo per una coppia che solo lì, tra vapori e abluzioni, riesce a ricostruirsi un'intimità ormai perduta, forse mai goduta.

PASSIONE AL VAPORE - Il gioco di incontrarsi tutti i venerdì, dandosi del lei, come una coppia di estranei che si attraggono, ma cercano di scoprirsi poco alla volta, si interrompe drasticamente nel loro quarto appuntamento. La drammatica rivelazione di Sarah (Barbara Frantoli) di aver "oltraggiato una storia, una genealogia, un popolo, una religione e una sofferenza" rompe la finzione. Assume i contorni di un monologo; il vero dramma adesso è quello privato, dolorosissimo del marito Enrico (Massimiliano Zanellati).  L'effetto però sarà catartico per entrambi. La goccia (suonata ossessivamente dall'angelica bassista Caterina Barbieri) smetterà di cadere e tormentarli. Una sceneggiatura ben strutturata, intrigante, realizzata da una regia asciutta che non eccede nel pathos, rimanendo leggera, quasi come il vapore del bagno turco, e che affida alla bravura e alla forza degli attori (complice la scena) la riuscita dello spettacolo.

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