Il divo Garry

Un testo agrodolce al Manzoni fino al 2 marzo per riscoprire il teatro di Noel Coward

Milano come Londra: in scena, al Teatro Manzoni così come al National Theatre, Present Laughter, godibile commedia di uno dei più arguti autori inglesi, Noel Coward. La versione italiana, la cui traduzione è firmata da Masolino D'Amico, è messa in scena con il titolo Il divo Garry dalla Contrada, compagnia del Teatro Stabile di Trieste e vede impegnati Gianfranco Jannuzzo nei panni di Garry e Daniela Poggi nel ruolo della ex moglie Liz.

COMMEDIA AMARA -  Noel Coward, in questa pièce scritta nel 1939, dipinge un ironico affresco della upper-class inglese e conferisce ai personaggi un gusto tipicamente anglosassone: Garry Essendine, famoso ed amato attore, avviato con riluttanza verso la mezza età, è il protagonista della vicenda che lo vede coinvolto, insieme ai componenti del suo entourage, in una serie di intrighi amorosi ed inganni. E’ una commedia in cui si ride con amarezza: i temi che emergono sono infatti quelli pirandelliani della molteplicità di maschere che ognuno di noi indossa quotidianamente a seconda delle persone con cui interagisce. C'è anche l'interesse celato dietro ogni rapporto, compresi quelli d’amore e di amicizia. Livia Bobbio, la produttrice, spiega: “Present Laughter è colui che ride del presente e che coglie da esso i frutti migliori senza troppe preoccupazioni. Coward è un genio nel tratteggiare questi personaggi egoisti e, al contempo, vulnerabili”. Jannuzzo aggiunge: “E’ un’opera elegante, dall’umorismo sottile, che lascia spazio a monologhi sulla condizione umana non poco significativi”.

IL DIVO - “Garry è un personaggio bifronte, positivo e negativo - continua Jannuzzo - E’ capriccioso ed infantile come si compete ad una star ma anche fragile e stressato, per cui ha bisogno di persone che lo supportino e gli comunichino affetto”. Garry è il sole luminoso intorno a cui orbitano i pianeti satelliti, ovvero l’efficiente segretaria, la pragmatica ex moglie, gli amici che sono anche suo produttore e agente, la moglie infingarda di quest’ultimo, squinternati sceneggiatori e giovani attrici. Tutti lo amano e tutti credono di conoscerlo ma Garry, calato sempre in ruoli diversi, continua a recitare, anche nella vita. “Se mi sono identificato in Garry?” – si chiede Jannuzzo sorridendo – “Abbiamo in comune la crisi di mezza età e l’essere vittima del dubbio di piacere o meno al nostro pubblico ma, per il resto, è molto lontano da me: io, da buon siciliano, godo di amici fidati e di una stabile vita matrimoniale”.

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