Gli Innamorati

Due persone che si amano fedelmente, perfettamente, dovrebbero esser felici

"Due persone che si amano fedelmente, perfettamente, dovrebbero esser felici, tanto più ch'io non figuro ostacoli che attraversino le loro brame, ma la pazza gelosia, che nella nostra Italia principalmente è il flagello de' cuori amanti, intorbida il bel sereno, e fa nascere le tempeste anche in mezzo alla calma".

Con questa premessa la commedia Gli Innamorati di Carlo Goldoni, scritta durante il viaggio da Roma a Venezia nel 1759, presenta un percorso che penetra il sentimento dell'amore con grande chiarezza. Lo spettacolo parla degli eccessi di una giovane coppia Eugenia e Fulgenzio, che si ama, ma che non riesce a "trovarsi". Solo dopo aver attraversato gelosie e ripicche, il tutto incorniciato in un contesto borgese e vitreo, i due riusciranno a sposarsi e a vivere felici insieme.

C'è da chiedersi perchè il regista Eugenio de' Giorgi ripropone questo classico modernizzandone l'ambentazione, il tutto si svolge in una spiaggia del lido di Venezia negli anni '60, una decisione troppo rischiosa che si rivela controproducente per l'opera che perde della sua forza, e rimanda un senso di appiattimento, lasciando a se stessa una drammaturgia emozionante. La recitazione degli interpreti è sufficentemente integra, ma rispetto alle numerose possibilità suggerite dall'autore, si intuisce una mancanza di ricerca attoriale. In compenso gli attori ci regalono momenti divertenti, dando vita ad un prodotto semplice e senza pretese. Riduttivo.

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