Generazioni di donne a confronto

"Due partite", debutto a teatro di Cristina Comencini, in stile agro-dolce nel cartellone del Manzoni fino al 1 aprile

Lo spettacolo Due partite, sul palco del Teatro Manzoni, mette a confronto due generazioni di donne tra ironia, amarezze e speranze.

PARTITA AL FEMMINILE - Le partite si giocano una volta nella vita, e occorre viverle da protagoniste. A volte possono diventare appuntamenti rituali e abitudinari per raccontarsi, denudarsi allo specchio, confrontando storie, delusioni, passioni. Punti di vista di quattro donne, nel debutto teatrale della regista Cristina Comencini. La scelta del cast  cade su quattro volti femminili agro-dolci: Margherita Buy, Isabella Ferrari, Marina Massironi e Valeria Milillo. 

IERI E OGGI - Quattro icone legate al cinema si mettono in discussione a teatro. Non è una novità ribadire che il palcoscenico è una sfida temuta da tutti: gli errori si vedono e il pubblico teatrale non perdona. La platea del Manzoni ha applaudito e gradito lo spettacolo Due partite, in scena fino al 1 aprile. Nella prima parte il tempo si ferma negli anni sessanta dove quattro donne si raccontano durante una partita di carte, mentre le doglie di una di loro ravviva l'atmosfera tra ironia e comicità. Ogni personaggio vive a suo modo la maternità, le relazioni familiari, annodando tutto in una confezione piccolo-borghese. Nella seconda parte entrano in scena "le bambine della porta accanto", ovvero le figlie delle quattro donne che si ritrovano al funerale di una delle loro madri. 

IRONIA - Due generazioni a confronto che la Comencini scruta con sottile ironia, focalizzando il passaggio epocale e le fragilità del gentil sesso. Quattro ritratti di donne visti da una donna ed interpretate da un cast di brave attrici, che si misurano col copione con disinvoltura, passando dal ruolo di "madre" a quello di "figlia". Il primo atto è completamente dominato dalla Ferrari, inaspettatamente briosa e comica; nel secondo atto la Buy ci regala una bella interpretazione, scrollandosi da dosso il ruolo che le viene affidato in questi tempi dietro la macchina da presa.  

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