Eduardo De Filippo a Milano

Il drammaturgo napoletano è di scena con "Le voci di dentro" con Luca De Filippo allo Strehler e "Questi Fantasmi" con Silvio Orlando al Carcano

La drammaturgia di Eduardo De Filippo approda a Milano con due spettacoli, chiavi di volta del suo teatro: Le voci di dentro diretto da Francesco Rosi al Teatro Strehler e Questi fantasmi riletto da Armando Pugliese al Teatro Carcano.

LE VOCI DI DENTRO – Il confine tra sogno e realtà è così labile che spesso sfocia nel paradosso. Francesco Rosi, maestro del cinema italiano, rilegge Le voci di dentro alla maniera di un fatto di cronaca. Questo testo eduardiano del 1948 riporta al pubblico la vicenda di Alberto Saporito, che sogna un omicidio per mano dei vicini di casa. E' stato solo un sogno, ma i vicini inizieranno a diventare sospettosi l'uno dell'altro. Rosi attraversa questo capolavoro di Eduardo De Filippo con la stessa abilità di un cronista in un ritaglio di un giornale, sforzandosi di tenere in piedi l'equilibrio tra il fatto in se stesso e i rimandi vari. La recitazione di Luca De Filippo assomiglia sempre più a quella del padre, in un naturalismo stigmatizzato; mentre il temperamento scenico di Gigi Savoia e Antonella Morea spingono il motore ritmico dell'allestimento. La bella scenografia di Enrico Jacob, nel primo atto, sembra un'incisione di Gustavo Dorè. Le voci di dentro si riconfermano come un grido disperato della nostra coscienza che non viene più ascoltata. Più passa il tempo e più è complicato confrontarsi con il nostro mondo e quello esterno. Se il paradosso, in uno stile pirandelliano, è utile al drammaturgo per scovare una via d'uscita, questa c'è ed è a senso unico:  riconoscere la vergogna di appartenere al genere umano.

QUESTI FANTASMI – Quelle stesse voci se portate all'esterno possono trasformarsi in fantasmi, quelli che affollano la nostra quotidianità. Questo passaggio lo evidenzia la regia lineare di Armando Pugliese che presenta al Carcano Questi Fantasmi, capolavoro del 1946, in cui il dramma familiare concatenato nel triangolo marito-moglie-amante si riconcilia con la tragicità e le miserie del genere umano. "I fantasmi non esistono, i fantasmi siamo noi", ribadisce il protagonista Pasquale Lojacono, interpretato dal bravo Silvio Orlando, e mette in crisi un'impalcatura dell'immaginario collettivo partenopeo tra vecchie credenze popolari e nuovi bisogni. L'ingenuità del protagonista e l'accettazione del proprio status conducono lo spettatore a diverse riflessioni, che nell'epoca della globalizzazione continuano a solleticare le nostre coscienze. Applausi anche per il bravo comprimario Tonino Taiuti, interprete di allestimenti memorabili diretti da Toni Servillo.

EDUARDO E IL CIBO – In entrambe le commedie primeggia la cucina napoletana. Pensiamo allo splendido monologo del caffè di Questi Fantasmi o alla preparazione delle pietanze nel primo atto di Le voci di dentro. E' curioso ricordare che, diverse settimane fa, il ristorante Malyan's ha organizzato due serate gastronomiche dedicate ad Eduardo. Il principe protagonista era il ragù e il ristorante di via Lazzaro Palazzi ha anticipato così l'arrivo del teatro del drammaturgo napoletano a Milano tra sapori e tradizione. 

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