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David Parsons Dance Company

La morbidezza gioiosa dei corpi danzanti

I corpi muti danno voce ai pensieri, danzando le invenzioni di David Parsons. Come foglie che cadono volteggiando vorticosamente, i ballerini pirouettano spostando gli atomi atmosferici e lasciando nell'aria i segni della costante disciplina che l'arte della danza impone ad ogni suo prescelto. Anni e anni di impegno, in cui giorno dopo giorno viene scolpito ogni singolo muscolo, perchè la totalità dell'essere è necessaria nella danza e nulla si deve guastare.

David Parsons, la cui compagnia nasce nel 1987, ispirandosi agli insegnamenti di Paul Taylor, è uno dei massimi esponenti della post-modern dance e dimostra una grande sensibilità che non sfocia però nell'eccessiva drammatizzazione e nella contorsione introspettiva solite della danza contemporanea. Le sue coreografie sono gioielli splendenti per armonia, vivacità, ironia e amore. Morbidezza e vivacità esplodono in gioia, senza mai perdere il contatto col pubblico.

Una spettacolarità non ostentata, nè eccessiva. Illuminate da un fascio di luce, dal buio emergono solo molte mani, che creano fantasie su note country, apparendo come tante fiammelle che si trasformano in piccoli personaggi. E che dire quando la luce stroboscopica colpisce il primo ballerino che, ad ogni flash, appare costantemente sospeso in aria, assumendo forme diverse?

I brani scelti vanno dall'intensa e ipnotica Dave Matthews Band, che toglie il respiro, alle musiche di Mozart in "Wolfang", dove i ballerini sono in continuo movimento non lasciando trasparire la fatica dello sforzo. Si passa così al funk e soul di "Shining Star", "Earth, Wind & Fire" e ancora musiche di Robert Fripp e di Kenji Bunch.

Grande successo per la prima della Parsons Dance Company al Teatro Smeraldo. Acclamati i bis e alla fine Parsons ringrazia il pubblico con tutta la sua ironia, tra facce buffe e sorrisi.

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