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Cinema Cielo

Una lente di ingrandimento su una delicata realtà

Ispirato dal romanzo "Nostra Signori dei fiori" di Jean Genet, Danio Manfredini, attore e regista, ha messo in scena una rappresentazione che prende in considerazione un microcosmo di personaggi, frequentatori di un cinema a luci rosse, Cinema Cielo.

Il palcoscenico del Teatro dell'Elfo prende le vesti di sala cinematografica vissuta da manichini immobili con cui personaggi strambi interagiscono e si accoppiano di tanto in tanto. Assistiamo ad un via vai di persone che escono ed entrano nella sala: il gay infoiato dall’ormone, il travestito in cerca di clienti, qualche prostituta, lo zoppo pervertito, l’uomo sposato... Sullo sfondo si percepiscono le sonorità del film porno che intreccia le sue voci e storie con i personaggi della sala verso cui proiettano pulsioni di sesso e d’amore. Esilaranti e ironiche le controscene delle cassiere capaci di accettare e rendere sopportabile qualunque pratica sessuale come banale fatto della vita.

Nelle poltrone scomode del “Cielo” scorre un’umanità che si sente altrettanto scomoda, alla ricerca disperata di sentimenti umani come il calore, l’affetto, le attenzioni, le emozioni. Il senso di tragicità espresso dalla crudezza di certe scene si mischia con la poesia rivelata da questa realtà fuori orbita, ai margini della nostra realtà.

Uno spettacolo dai forti connotati che offre la possibilità di riflettere sulla natura umana e sulle sue fragilità; sulla lotta contro la solitudine; sulle pratiche sessuali e spermatiche vissute come desiderio di espressione e affermazione di sé; sulla sofferenza di identità dentro la marginalità. Tanta verità e intensità da ricevere ed elaborare.

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