Chanta la mui (Stai zitto!)

Splendida coreografia di flamenco al Teatro Out Off. Applausi a scena aperta per i tre ballerini madrileni

CHANTA LA MUI - Buio in scena. I rumori confusionari di una città fanno da sottofondo mentre due corpi si impadroniscono dello spazio scenico del Teatro Out Off: sono i due ballerini madrileni Marco Flores e Daniel Doña. Quei due corpi cercano con i loro movimenti molto geometrici di aggredire gli assordanti rumori della città, che continuano volutamente a distrarre lo spettatore. Chi pensava di vedere con Chanta la mui (stai zitto!) il classico spettacolo di flamenco, non ha trovato pane per i suoi denti. Di fatti, la coreografia di grande successo, già applaudita nel diffidente ambiente danzante londinese, è tutt'altro.

FRAMMENTI E SPAZIO - Chanta la mui (stai zitto!) è l’ipotesi di un percorso, è il tentativo molto riuscito di tre corpi danzanti di trovare una soluzione "scenica" e coreografica, supportata da una regia quasi "trigonometrica", per dimostrare lo spirito di questo ballo gitano. Il vorace Flores, il fluido Doña e la passionale Olga Pericet  hanno disegnato un intenso graffito storico e sociale del flamenco: da danza "da cueva", tra fumo vaporoso e vino pastoso, a ballo mistico-celebrativo della migliore tradizione di corride e impavidi toreri. Le luci isolano lo spazio e lo frammentano, sagomando ogni corpo, ogni passo, ogni fremito che il ballerino riesce a trasmettere.

CIRCOLARITA' - Alla fine, come in ogni percorso "drammaturgico" circolare, tutto torna come prima: ritornano i rumori assordanti ma questa volta i corpi si spengono nella confusionaria quotidianità metropolitana, che annienta, decompone. Chanta la mui (stai zitto!) è uno dei migliori spettacoli di danza visto a Milano negli ultimi anni, grazie alla regia minimalista e al contributo culturale di Maria Rosaria Mottola e la sua Associazione Punto Flamenco. Il pubblico lo ha capito, applaude e chiede il bis.

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