Bergonzoni, un viaggio surreale tra pensieri e parole

Al Binario 7, "Urge" trascina in un flusso di coscienza tra comicità e visioni oniriche

Per capire la grandezza di Alessandro Bergonzoni si deve fare "voto di vastità". Ci ha provato il pubblico del Teatro Binario 7 a Monza, domenica 22 aprile, nel corso del nuovo spettacolo Urge, in giro ormai da mesi nei teatri italiani. Assistere a uno show di Bergonzoni significa salire a bordo di un aliante spericolato e svolazzare a testa in giù sul mondo di ogni giorno, senza una meta apparente.

Durante il monologo la realtà viene decostruita attraverso le parole che la compongono, in un flusso di coscienza surreale tra comicità e visioni oniriche, davanti a una scenografia minimale. È come stare sulle spalle dell'equilibrista mentre fa una piroetta e atterrare in un mondo di animali parlanti, universi in miniatura, personaggi che vivono il tempo di una battuta e poi svaniscono nella sorpresa di una parola comune, svuotata del suo senso e reinventata in una nuova parabola semantica. Laddove "mangiare il pollo con le mani" significa nutrirsi di una specie in via d'estinzione e il "blocco dello scrittore" è l'insieme di pagine dove scriverà. Un'estetica che mentre diverte impone un certo sforzo di decontestualizzazione, pena il rischio di rimanere totalmente disorientati. Ma se si rimane attaccati al funambolo, si torna a terra con la sensazione di un viaggio straordinario.
© Copyright Milanodabere.it - Tutti i diritti riservati