Amor fa l'uomo cieco e La Pelarina

Due atti di Carlo Goldoni per ritrovare ironia e spensieratezza sul palco dell'Olmetto fino al 3 dicembre

GOLDONI - Una panca di legno, quattro attori, uno scorcio della romantica Venezia, un teatro pieno e  due copioni di un artista senza eguali. Serve poco per mettere in scena ciò che faceva sorridere il pubblico settecentesco e quello dei giorni nostri. L'amor fa l'uomo cieco e La Pelarina, rappresentate in due atti unici dall’Associazione Teatrale Duende, sono allegre commedie di Goldoni che permettono allo spettatore di isolarsi dalla frenetica realtà cittadina e lo immergono in una Venezia di altri tempi.

AMOR FA L'UOMO CIECO - In questo atto il desiderio di ostentazione  e di ricchezza della venale Livietta porta lo sventurato Cardone alla totale rovina e, di conseguenza, all’abbandono. Quando quest'ultimo, grazie alla morte di un facoltoso zio, ritorna ricco, la donna gli giura amore eterno, a patto che questi possa assicurarle il totale appagamento dei suoi tanti vezzi. Il povero Cardone cede, infine, alle volontà dell'insaziabile donna tornando nuovamente in miseria.

LA PELARINA - Una giovane donna cerca un uomo ricco per potersi garantire una degna e lussuosa esistenza. Sua madre le propone, pertanto, Tascadoro, un uomo dall’aspetto sgradevole e dai modi sgarbati ma, come il nome lascia intendere, indiscutibilmente ricco. Le due donne, quindi, escogitano uno stratagemma per “pelare” il malcapitato: Tascadoro viene, infatti, dapprima convinto dell'amore della donna e poi letteralmente ripulito dalle richieste di questa. Una volta ottenuto ciò che volevano, madre  e figlia, travestendosi da uomini, intimidiscono il malcapitato convincendolo ad abbandonare l'idea del matrimonio.

IRONIA E SPENSIERATEZZA - L'intima atmosfera del Teatro Olmetto, la vicinanza del palco alla platea, la bravura degli attori e la loro capacità di immedesimazione, rendono queste quasi due ore di spettacolo spensierate e molto piacevoli forse anche per il perfetto accompagnamento musicale e i delicati giochi di luce. Ma certamente la spensieratezza e l'ironia degli attori viene dai copioni storici di uno tra i più importanti commediografi della storia italiana: Carlo Goldoni.

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