A tavola con gli impressionisti

Curiosando tra gli odori dei colori di Suzanne Valadon

Chi era Suzanne Valdon? Lo scopriamo in A tavola con gli impressionisti, in scena al Teatro Blu, insieme a Marta Galli, nel ruolo di Suzanne, e a Valeria Ferrario, per la regia di Claudia Botta.

Un viaggio attraverso la vita bohemienne della Parigi di fine secolo, la sua cucina e le vicende di una delle artiste più libere e trasgressive dell'epoca, seguendo una ricetta che mischia vita e colore, passioni ed odori, farina e mousse au chocolat, drammaticità e comicità, lustrini e cenci, successo e stenti, ragione e follia... follia, tanta follia. Quella follia che fa di un uomo o di una donna un artista, spesso però portandolo a soffire immensamente, proprio per una sensibilità che oltrepassa i limiti umani.

Un tuffo nella storia del movimento impressionista che contiene in sé tutte le chiavi dell'arte contemporanea. Il teatro e l'arte visiva creano una curiosa ricetta che va a stimolare l'appetito di sapere, di riscoprire le storie celate dietro a quei fumosi dipinti di rosee guance, colazioni sull'erba, canottieri, promesse d'amore e devoti alla Fata Verde, l'assenzio.

E il pubblico viene chiamato a interagire con le due attrici che dimostrano d'essere il giusto mix tra poesia, sentimento e comicità. Allora ti capita di prendere al volo una cipolla o di trasformarti  nello spettatore del Circo Medrano. Avvolta dall'odore dell'oniòn chiudo gli occhi e osservo le figure disegnate dagli ingredienti di uno spettacolo piacevole, divertente e raffinato.

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