La storia di San Valentino

Realtà e leggenda s'intrecciano

La festa degli innamorati nasce dal tentativo della Chiesa cattolica di porre termine ad un popolare rito pagano, per la fertilità. Fin dal IV secolo a.C. i Romani pagani rendevano omaggio, con un singolare rito annuale, al dio Lupercus. I nomi delle donne e degli uomini che adoravano questo Dio venivano messi in un'urna e opportunamente mescolati. Quindi un bambino sceglieva a caso alcune coppie che per un intero anno avrebbero vissuto in intimità affinchè il rito della fertilità fosse concluso. L'anno successivo sarebbe poi ricominciato nuovamente con altre coppie. Determinati a mettere un termine a questa vecchia pratica, i padri precursori della Chiesa cercarono un santo "degli innamorati" per sostituire il deleterio Lupercus. Così trovarono un candidato in Valentino, un vescovo che era stato martirizzato circa duecento anni prima.

San Valentino nacque nel 175 d.C. a Terni e dedicò la sua vita alla comunità cristiana che si era formata lì, dove infuriava la persecuzione nei confronti dei seguaci di Gesù. L'eco degli eclatanti miracoli compiuti dal Santo, come ad esempio la guarigione del giovane Cheromone figlio del celebre retore Cratone, arrivò fino a Roma e si diffuse presto in tutto l'Impero, tanto che il Papa San Feliciano, nel 197 d.C., lo consacrò primo vescovo della città di Terni, che ancora oggi ne conserva le spoglie mortali e di cui è patrono.

Il suo nome è da sempre legato all'amore per un episodio che a quel tempo sollevò particolare clamore. Si dice infatti che Valentino fu il primo religioso a celebrare l'unione fra un legionario pagano ed una giovane cristiana. Furono in seguito in molti a desiderare la sua benedizione, ancor oggi ricordata durante la festa della promessa nella Basilica che porta il nome del Vescovo.

La leggenda narra anche che a Roma, nel 270 d. C., il vescovo Valentino di Interamna, amico dei giovani amanti, fu invitato dall'imperatore pazzo Claudio II e questi tentò di persuaderlo ad interrompere questa strana iniziativa e di convertirsi nuovamente al paganesimo. San Valentino, con dignità, rifiutò di rinunciare alla sua fede e, imprudentemente, tentò di convertire Claudio II al Cristianesimo. Il 14 febbraio 273, San Valentino fu lapidato e poi decapitato. La storia inoltre sostiene che mentre Valentino era in prigione, in attesa dell'esecuzione, sia "caduto" nell'amore con la figlia cieca del guardiano, Asterius, e che con la sua fede avesse ridato miracolosamente la vista alla fanciulla e che, in seguito, le avesse firmato il seguente messaggio d'addio: "dal vostro Valentino" una frase che visse lungamente anche dopo la morte del suo autore.

Durante il periodo della sua vita pastorale il Santo fu amatissimo dalle popolazioni umbre: quando l'imperatore Aureliano ordinò atroci persecuzioni contro il clero cristiano, San Valentino fu imprigionato e flagellato lungo la via Flaminia, lontano dalla città per evitare i tumulti e le rappresaglie dei fedeli, e quindi fu martirizzato.

Il corpo del Vescovo di Terni venne sepolto frettolosamente in un cimitero all'aperto posto al secondo miglio della via Flaminia, a poca distanza da Roma. Poche notti dopo, però, i suoi fedeli discepoli, Efebo, Apollonio e Procolo, tornarono nel cimitero per disseppellire il corpo del Santo. Superati numerosi ostacoli, i tre riuscirono a riportare San Valentino nella sua città, allora Interamna, per assegnargli una sepoltura degna della sua venerazione.

La rosa della riconciliazione
Un giorno San Valentino, sentendo litigare due giovani fidanzati che stavano passando al di là della siepe del suo giardino, andò loro incontro tenendo in mano una splendida rosa. Si rivolse ai due ragazzi con un gesto pieno d'amore, donò loro la rosa e gli sussurrò parole di riconciliazione. Il volto sorridente del buon Valentino e quel fiore ebbero il magico potere di far terminare la lite tra i due giovani innamorati. Il Santo volle poi che i due fidanzati stringessero insieme con cautela il gambo della rosa, facendo attenzione a non farsi pungere dalle spine e pregando affinché il loro amore restasse eterno. I giovani dopo un po' di tempo tornarono da lui per suggellare la loro felice unione e ricevere la benedizione per il matrimonio. Quando la popolazione venne a conoscenza del fatto, ebbe inizio una lunga processione al cospetto di San Valentino per invocare il suo patrocinio sulle future famiglie. Il 14 di ogni mese diventò così il giorno dedicato alle benedizioni, ma la data è stata ristretta al solo mese di febbraio perché in quel giorno del 273 d.C. morì.

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