Al cinema i loghi attivano ricordi per coloro che li hanno ideati e diventano invece per lo spettatore garanti di un certo tipo di film o genere, aprendo la porta ad un mondo che sospende quello reale. I loghi delle major prima dei titoli compaiono negli anni Trenta, durante il massimo splendore del cinema hollywoodiano, ma nessuno è rimasto identico alla versione di debutto, tracciando così non solo la storia degli studios, ma ripercorrendo anche quella della settima arte (comparsa del sonoro, del colore, della computer grafica). Muti o sonori, oggi tutti i loghi sono versioni digitali, spesso personalizzate per occasioni o produzioni importanti.

LEO E LA DONNA TORCIA - Il leone della Metro-Goldwyn-Mayer, nato da un’idea di Howard Dietz ispirato dalla sua squadra di atletica del cuore – i Lions, sono in realtà 5! Il primo, Slats, fu addestrato a ruggire al segnale del ciak, ma è "Leo, the lion" la star che dal 1957 appare sotto l’immutata frase: "Ars gratia Artis". Nel 1924 nasce "Torch Lady", da oltre 80 anni simbolo della Columbia Pictures, (oltre che degli Stati Uniti). Dopo anni d’indebite appropriazioni, il restauro digitale del logo (voluto da Sony dopo l’acquisizione di Columbia nel 1993) ed eseguito dall’artista Michael Deas, ha tolto ogni dubbio sulle generalità della modella ispiratrice della Signora Torcia (Jenny Joseph).

MI RICORDO MONTAGNE VERDI - Il logo più antico appartiene alla casa di produzione fondata da Zukor nel 1912: la Paramount. Lo schizzo dell’originale disegno fu proposto dal co-fondatore Hodkinson e raffigurava probabilmente la montagna Ben Lomond, luogo dello Utah dove era cresciuto. Le 24 stellette che circondavano la cima, rappresentanti le star sotto contratto, sono oggi 22 ed il logo nel 2002 è stato completamente ridisegnato in computer grafica. Mentre questo è quasi completamente muto, quello di 20th Century Fox è reso immortale proprio dalla celeberrima fanfara composta da Alfred Newman nel 1951 e diventata ormai sinonimo di cinema.

UN NOME DA FAVOLA - Il logo della Warner Bros è costituito dal disegno stilizzato delle due lettere che rappresentano lo studio, modificato circa una dozzina di volte: dal bianco e nero anni 60, al rosso su fondo nero del decennio successivo, fino ad arrivare al cielo nuvoloso dell'attuale versione. La storia del logo della DreamWorks nasce da un disegno di Dennis Muren che evoca l'epoca d'oro di Hollywood. Proposto in versione digitale, su idea dello stesso Muren si preferì la tela di Robert Hunt che sostituì alla luna piena una crescente, e all'uomo un giovane ragazzo (volto del figlio). Infine il logo Disney – all’inizio semplice stilizzazione della firma di Walt - dimostra oggi tutto lo splendore dell'impero delle favole. Dal 2006 il castello di Cenerentola (ritratto dell’originale a Disneyland Florida) appare in versione animata, sontuoso, disegnato nei minimi dettagli, incorniciato da fuochi d’artificio. Anche la musica (celebre motivo di Pinocchio) è stata riadattata per celebrare la major sinonimo di cartone animato, famiglia e parchi divertimento nel mondo. 

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