Natività nell'arte

Dall'imperturbabilità dei personaggi all'espolsione della luce nelle rappresentazioni artistiche della nascita di Gesù

SACRE RAPPRESENTAZIONI - Il tema della Nascita di Gesù è presente nella storia dell'arte già nel IV secolo d.C., come testimonia il mosaico raffigurante i Re Magi, in Santa Apollinare Nuovo (Ravenna), ma si sviluppa in particolar modo fra il XIII e il XVIII secolo. Dal Medioevo al tardo Cinquecento l'Annunciazione, la Natività e l'Adorazione dei Magi stimolarono la fantasia di pittori e scultori che, su commissione o liberamente ispirati, interpretarono gli episodi sacri nei modi più diversi ed originali. Specialmente la figura della Madonna assunse nei secoli le più svariate connotazioni: umile e timida fanciulla che si protende dolcemente verso Gesù Bambino o ricca dama avvolta in stoffe preziose. 

DALL'IMPERTURBABILITA' ALLA PSICOLOGIA - A metà del 1200 ritroviamo la nascita di Cristo in una miniatura tedesca, dove i personaggi non sono connotati psicologicamente, ma sono semplici figurine. Uno dei primi artisti a dipingere la sacra scena inserita nel contesto storico dell'epoca, all'interno di un'abitazione duecentesca, è Giotto. Qui la Vergine non appare imperturbabile e serena, ma mostra una chiara espressione provata dal dolore del parto ed al contempo felice per il lieto avvenimento. Le donne attorno a lei sono in fermento, impegnate ad aiutarla. L'adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano è una tempera su tavola (203 x 282 cm) con un'elaborata cornice scolpita in legno dorato, ed è considerato il capolavoro del maestro marchigiano. Conservata agli Uffizi di Firenze, questa pala d'altare fu commissionata da Palla Strozzi (uomo di grande ricchezza e cultura fiorentino) a Gentile da Fabriano non appena quest'ultimo giunse a Firenze, nel 1420. In essa si ostenta la ricchezza della famiglia committente, attraverso l'inserimento di aureole e ricami in oro.

ESPLODE LA LUCE - Nel 1400 è la scuola fiamminga ad influenzare la produzione artistica europea grazie a Robert Campin, maestro di Rogier Van Der Weyden, il più grande dei pittori fiamminghi. Le loro Natività presentano uno charm ed un fascino isoliti, sublimando la scena, resa preziosa dagli sfarzosi costumi quattrocenteschi. Le Madonne appaiono affusolate e di un candido biancore di perla, come le donne aristocratiche di quei tempi. A metà '400 Filippo Lippi tinge di dolci colori la Sacra Famiglia. Piero della Francesca fu un punto di riferimento per molti artisti rinacimentali e propone la Natività come una scena scarna e quasi inquietante, con il Bambino adagiato su di un drappo di velluto blu, mentre un coro di angeli non troppo felici cantano e suonano i liuti. Pittore italiano del primo Rinascimento che ha unito la vita di devoto frate a quella di pittore completo, Beato Angelico rappresenta la nascita di Gesù con una tenera riservatezza, umiltà, umanità ed intima religiosità. Con Lorenzo Lotto, Maria e Giuseppe si avvicinano maggiormente alle persone comuni. Nella seconda metà del '400 Sandro Botticelli scelse la grazia, l'eleganza intellettuale e la squisita rappresentazione dei sentimenti, per dare forma alla nuova visione del mondo proposta dalla corte neoplatonica di Lorenzo il Magnifico, dei cui ideali fu il massimo interprete. Con Caravaggio, nel '500, la luce lacera il buio e fa "esplodere" la carica umana dei personaggi. Le figure acquisiscono materia, divenendo quasi toccabili, estremizzando il pathos. E nel correggio ritroviamo una luce simile, seppure i volti si ingentiliscano. Nella prima metà del '600, il fiammingo Rubens rappresenta l'archetipo del Barocco, le forme non sono ben delineate ed appaiono voluttuose. Lo caratterizzano gli incarnati lattei con rosee guance. Ed ecco lo sprigionarsi del Barocco con lo spagnolo Murillo, che ci regala un Natività molto caratterizzata.

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