Tony Levin

Il bassista di Peter Gabriel e dei King Crimson arriva stasera al Live Club di Trezzo sull'Adda

Ha 60 anni ma non li dimostra perché quando sale sul palco riesce ancora a stregarti. Lui, quando impugna il suo basso, tira fuori una grande energia, soffusa e penetrante, capace di raggiungerti da qualsiasi parte. E lo sapeva bene un guru del rock come Peter Gabriel o i King Crimson, dove ha militato per dieci anni.

Si parla naturalmente di Tony Levin, carismatico bassista, che questa sera sarà al Live di Club di Trezzo sull'Adda. Rispetto ad altri suoi colleghi, Levin ha una marcia in più perché si è lasciato trasportare da diversi generi musicali: dal rock al jazz, dalla world music al blues passando persino per il pericoloso territorio della musica classica.

L'impavido musicista bostoniano ha deciso nell'ultimo decennio di intraprendere una carriera da solista che ha prodotto album interessanti come "Waters of Eden", "World Diary" e "Pieces of the Sun", residuo di progressive rock puro con un inedito di Gabriel rivisitato. Tuttavia, il suo strumento suona anche in molti dischi italiani, tanto è vero che possiamo dire che Levin è di casa qui in Italia: lo hanno voluto a suonare con loro Fiorella Mannoia, Claudio Baglioni, Eros Ramazzotti, Vasco Rossi, giusto per citarne qualcuno.

Questo concerto sarà un momento privilegiato per tracciare un percorso musicale di crescita e di contaminazioni fatto di continue provocazioni, dove lo sguardo attento e vigile al panorama musicale circostante si proietta verso il domani. Levin è stato sempre un musicista avanguardista, uno che non hai temuto di muoversi a 360 gradi, uno dei pochi bassisti ad aver capito che chi fa questo mestiere deve mettersi sempre in gioco se non vuole rischiare di diventare "feticcio appassito".
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