The Fratellis

La band di Glasgow sul palco del nuovo Rolling Stone. E la musica scopre il piacere di mettersi in gioco

GENUINO - Scenario semplice il 1 febbraio al Rolling Stone per The Fratellis, come genuino e semplice è stato il loro show. La band di Glasgow, nuovo caso musicale in Gran Bretagna, ci ha contagiato di recente con il  loro album d'esordio Costello Music. I testi sono intrisi di slang, personaggi al limite del grottesco, e contengono tutti gli elementi necessari per scuotere il pubblico, infatti la loro resa dal vivo è coinvolgente.

SPONTANEO - Forse Jon, Barry e Mince hanno puntato sul genere più semplice da esportare, quell'indie rock made in UK già sperimentato da Franz Ferdinand e Kaiser chiefs, solo per fare due nomi. Però l'attitudine dei The Fratellis è così spontanea, ben lontana dalle strutture troppo rigide. Alla base di tutto, del progetto, del disco e del concerto, c'è la voglia di divertirsi e mettersi sempre in gioco.

IBRIDO - La loro indole ibrida li porta a creare un mix irresistibile che alterna rock dal sapore 50's con i suoi coretti irresistibili, atmosfere folk a momenti di esecuzione al limite col punk in cui la batteria sembra stia per esplodere. Testimonianze perfette della loro grande forza live sono Creeping up the backstairs, Flathead e Chelsea dagger, sicuramente la canzone più conosciuta, appositamente dilatata per dare al pubblico la possibilità di scatenarsi sul ritmo travolgente del pezzo. Ma questi ragazzi hanno anche un lato più dolce e ci regalano una versione solo chitarra e voce di For the girl e una canzone a metà tra lo swing e il folk come Vince loveable stoner, ma sul finale non resistono e tornano energici con una bella cover di Goldfrapp.

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