Quello che le donne non dicono

Fiorella Mannoia dal palco dello Smeraldo esplora i grandi cantautori: dal Brasile di Veloso all'Italia di Fossati

Un viaggio musicale articolato è stato quello di Fiorella Mannoia per quattro serate di nuovi e vecchi successi dal vivo sul palcoscenico del Teatro Ventaglio Smeraldo.

ESPLORAZIONI - Si sa sempre come va a finire con le canzoni: ti lasci prendere e non sai mai dove vai a terminare il percorso. Il pericolo resta sull'interpretazione del testo, su chi riesce a trasformarlo, a darvi un'identità. L'esibizione dal vivo di Fiorella Mannoia allo Smeraldo di Milano ha testimoniato ancora le raffinate qualità interpretative della vocalist romana, reduce dal successo del nuovo album Onda tropicale.

ONDA TROPICALE -  Ad aprire il concerto ci pensa Aguaplano di Paolo Conte, che fa volare la voce della Mannoia verso il Brasile, la terra protagonista dell'ultima fatica discografica, registrata per l'appunto a Rio De Janeiro. L'onda musicale aumenta di intensità tra poesie musicate della tradizione latina e il pubblico non può che emozionarsi quando Fiorella canta 13 Maggio di Caetano Veloso, Senza un frammento di Djavan, Che sarà di Chico Barque o il malinconico canto dell'esilio di Un grande abbraccio. C'è anche tempo per scatenarsi tra le righe sonore di Cravo e Canela

RIFLESSIONI - "Ogni volta che finiamo un concerto - racconta la Mannoia - soffermiamo il nostro sguardo su tutti gli schiavi che affollano il nostro Paese. Nelle campagne, ai semafori, negli angoli delle strade, schiavizzati in tutti i sensi". La chitarra inciampa in un assolo e la vocalist romana intona Caterina e il coraggio, sorseggiando atmosfere latineggianti. Poi è il tempo dell'omaggio ai cantautori del nostro Paese: dal Sergio Endrigo di Io che amo solo te al Vasco Rossi di Sally, dal Conte di Messico e nuvole al Ruggeri di Quello che le donne non dicono. Percorrendo l'Italia musicale, primeggia nel repertorio di questo concerto Ivano Fossati e Massimo Bubola, di cui Mannoia canta Panama e Il cielo d'Irlanda, tra applausi e entusiasmi di tutta la platea.   

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