Placebo

A Special Need: Uno show da maestri che ha saputo sfruttare al meglio i punti forti della band

IMMAGINE - Un uomo con la chitarra in mano, un fascio di luce lo illumina. Il capo rasato, la camicia bianca, un angelo moderno che canta le sue sofferenze. Al suo fianco una figura nera, disinvolta che incita il pubblico. Infra-red comincia, un boato, "someone call the ambulance".

SUONO - Il concerto dei Placebo del 9 Ottobre è riuscito ad essere potente, ma allo stesso tempo morbido ed ipnotico, come le due anime della band. La prima parte del concerto è dedicata alle canzoni del nuovo album, ne suonano ben dodici, tra cui Song to say goodbye, Because I want you, e la bellissima One of a kind. Grande successo riscuotono i classici; canzoni come Every me, every you e Special K, fanno scatenare il pubblico. Without you I'm nothing commuove, e Special needs non è da meno. Bitter end chiude il concerto, ma è solo una breve pausa. Le canzoni vengono costruite su intrecci di distorsioni, luci e immagini; la voce androgina di Molko è solo l'ultimo elemento, ma senza quello i Placebo non esisterebbero. Arriva poi la batteria possente di Steve Hewitt, che non si ferma mai e che orchestra lo spettacolo.

COLORE - Le luci fanno emergere Brian Molko dalla semi-oscurità, lo eleggono portavoce del pathos. Poi si spostano verso il pubblico del MazdaPalace, in mille direzioni differenti. Ognuno è per una sera prescelto, sembra che il cerchio di luce sia solo su di te, ci si sente protagonisti e destinatari delle canzoni. Si uniforma così un'atmosfera ultraterrena rossa gialla viola, dove le due figure si muovono, si bilanciano, si divertono, perchè quello è il loro ambiente naturale.

ENERGIA - I corpi vicini che battono le mani all'unisono, un sentimento diffuso congiunge le menti e le rende uno. E' l'ultima canzone: Twenty years. Brian Molko e Stefan Olsdal terminano con una lunga parte strumentale della canzone, sembrano stremati, si inginocchiano e chiudono così lo show. Il suono della chitarra contro l'amplificatore si interrope bruscamente, si diffonde una luce verde e il sogno si infrange. Lente tornano le luci del palazzetto, un risveglio graduale per un fiume di persone che spera di ricordare ogni singolo istante di questa magia.

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