Concerto Vasco Brondi - Milano

Musica

Per ora noi la chiameremo felicità

L'immaginario urbano e arrabbiato di Vasco Brondi sbarca al Teatro dal Verme

Senza il suo nume tutelare se la cava bene, anche se l'emozione mentre lo si ascolta è cambiata da aggressiva a riflessiva. Il 3 dicembre Vasco Brondi sale sul palco del Teatro dal Verme per presentare il suo secondo album, Per ora noi la chiameremo felicità (La Tempesta). Accanto a lui vediamo Enrico Gabrielli (tastiere), Rodrigo D'Erasmo (violino) e Lorenzo Corti (chitarra elettrica). Le luci della centrale elettrica si è evoluto, da progetto solista di Brondi alla presenza di Giorgio Canali fino al nuovo organico, che ha contribuito ad arricchire la veste sonora scarna degli inizi.

La struttura narrativa, così come le tematiche, non cambia. Il nuovo lavoro non è che una prosecuzione di Canzoni da spiaggia deturpata, quasi un fratello gemello. Persino Brondi ci scherza informando il pubblico che "ora faremo una canzone vecchia, che poi è uguale a quelle nuove". L'allestimento scenico e il gioco di luci materializzano sul palco l'immaginario urbano del cantautore. Dietro di lui un palazzo, l'ombra allungata e malinconica si scontra con le piccole finestre illuminate. La platea ascolta ogni brano in silenzio per poi applaudire con foga al suo termine. Un Brondi diverso, che non piace meno, ma forse piace ad un'altra tipologia di pubblico.

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